Obama sfida i petrolieri e vara il nuovo piano anti-inquinamento

Obama sfida i petrolieri e vara il nuovo piano anti-inquinamento

Obama-sfida-i-petrolieri-e-vara-il-nuovo-piano-anti-inquinamentoA riportare la notizia in anteprima è il Washington Post. Dopo essere stata accantonata in un ‘limbo normativo’ dal 2011, l’amministrazione Obama riprende con vigore le redini della lotta all’ inquinamento.
L’ iniziativa è promossa dalla EPA (‘Environmental Protection Agency), e vede avvocati ambientalisti e funzionari dello Stato al lavoro per legiferare una concreta riduzione dell’ inquinamento tramite carburanti meno inquinanti e taglio delle emissioni che riguardi tanto gli autoveicoli quanto l’ industria pesante.Le stesse case automobilistiche, coinvolte nell’ iter legislativo, sono concordi nell’uniformare gli standar di emissioni in tutta la nazione, che dovrebbe essere allineato a quello vigente nello Stato della California. Entro il 2017 sarà inoltre ridotto di 2/3 il contenuto di zolfo nel carburante made in USA, e saranno inaspriti i limiti di emissione di tutte le vetture. La ripercussione sul costo del carburante, sostengono i promotori dell’ iniziativa, non dovrebbe superare l’aumento di un centesimo per gallone di benzina, a fronte di un beneficio pari all’ assenza dalle strade di ben 33 milioni di automobili.

Di ben altro avviso sono i rappresentanti dell’ industria petrolifera, che sostengono che l’ impatto sulle cifre sarebbe almeno il doppio, fino ad incrementare il costo a 9 centesimi in alcune aree. Essi stimano parimenti cifre sostanziose per la riconversione ‘verde’ degli impianti già esistenti: ben 10 miliardi di dollari per aggiornare le raffinerie e 2,4 miliardi di dollari di costi operativi annui.

Eppure uno studio condotto su 111 raffinerie negli Stati Uniti dimostra che di queste 29 sono già pronte per adottare i nuovi standard, 66 necessiterebbero modeste modifiche e solo 16 richiederebbero radicali cambiamenti. Senza contare che l’ EPA stima i benefici per la salute in un risparmio di ben 23 miliardi di dollari annui a partire dal 2030.

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