Category : Pulito ecologico

Allergia ai detersivi

L’allergia ai detersivi è un disturbo piuttosto comune: la reazione allergica può essere scatenata da alcune sostanze chimiche aggressive (gli allergeni) contenute in questi prodotti ed entrate in contatto, diretto o indiretto, con la cute. L’infiammazione della pelle che si instaura a seguito del contatto con l’allergene dà luogo ad una vera e propria dermatite allergica da contatto. allergia da detersivi
Riconoscere un’allergia ai detersivi non è così semplice come potrebbe sembrare: vediamo come si manifesta l’infiammazione, come individuare con precisione l’allergene e come affrontare nel modo migliore il problema.

Come si manifesta: sintomi della dermatite allergica da contatto

I sintomi (e la loro intensità) possono in una certa misura variare da soggetto a soggetto. Dipende dal grado di reattività individuale e dalla frequenza dei contatti.
Ecco le manifestazioni principali:
- comparsa di eruzioni cutanee di vario tipo: può trattarsi di rigonfiamenti (i cosiddetti ponfi), di piccole spaccature cutanee (ragadi), di strisce rosse (simili a lievi scottature) oppure, nei casi più gravi, di piccole vescicole piene di liquido
- arrossamento della pelle
- prurito e senso di bruciore.
Inoltre, se l’infiammazione non viene trattata o se continua il contatto con il detersivo, possono subentrare altri sintomi quali estrema secchezza, desquamazione e caduta dei peli presenti nella porzione di pelle irritata.
In alcuni soggetti l’inalazione dei vapori dei detersivi può causare anche sintomi di carattere respiratorio (come crisi di asma o altri disturbi respiratori), soprattutto se si ha già la tendenza a soffrire di problemi di questo tipo.

Dove si manifesta

I sintomi della reazione allergica ai detersivi (ma anche ai bagnoschiuma) si manifestano in qualunque parte del corpo venga a contatto con la sostanza irritante: di conseguenza, le mani sono spesso la sede più colpita, ma in realtà ogni parte del corpo è a “rischio”, perché anche gli abiti lavati con il detersivo, stando a contatto con la cute, possono scatenare la dermatite. In genere, comunque, i sintomi più gravi (come le vesciche sierose), compaiono solo quando il detersivo viene direttamente toccato.

Le cause

La reazione allergica è provocata da un’attivazione del sistema immunitario: a seguito del contatto, gli anticorpi riconoscono come dannose per l’organismo sostanze che invece dovrebbero essere considerate innocue, dando così il via all’infiammazione.

Chi ne è maggiormente colpito

Di solito hanno più probabilità di incorrere in un’allergia ai detersivi i soggetti asmatici e chi è allergico ai metalli. Inoltre, alcune categorie professionali sono più a rischio, perché costrette ad avere sempre a che fare con i detersivi: ad esempio, il personale delle pulizie o le casalinghe a tempo pieno.
Anche i bambini, sebbene non maneggino prodotti di questo tipo, sono ugualmente a rischio perché hanno una pelle molto delicata, che può infiammarsi anche a seguito di un solo contatto accidentale.

I detersivi più pericolosi

L’allergia può essere scatenata da qualsiasi tipo di detersivo: da quelli che si usano per i piatti, così come da quelli che servono per il bucato o per lavare il pavimento.
Alcuni detersivi, però, sono più aggressivi di altri e possono quindi con maggiore facilità provocare problemi: si tratta soprattutto di quelli destinati alla pulizia dei pavimenti e dei sanitari, perché spesso contengono candeggina, acido muriatico e ammoniaca. Anche i prodotti utilizzati per pulire il forno e gli anticalcare sono piuttosto aggressivi.
Inoltre è opportuno ricordare che, sebbene non si tratti propriamente di detersivi, anche alcuni bagnoschiuma ricchi di tensioattivi possono causare dermatite allergica.

Come individuare e trattare l’allergia

Individuare una dermatite allergica di questo genere non è sempre facilissimo, perché i sintomi non sono molto diversi da quelli di altre forme di eczema.
Anzitutto, per riconoscere la natura del problema occorre un po’ di attenzione e buon senso. I sintomi compaiono proprio poco dopo aver lavato i piatti o aver lavato a mano dei vestiti? Se si hanno dei sospetti è d’obbligo effettuare presso un allergologo i test allergologici del caso (come il patch test). Spesso con prove di questo tipo si riesce ad individuare l’allergene e a pianificare quindi la “terapia”, che consiste ovviamente nell’evitare il contatto con la sostanza individuata (o quantomeno nel munirsi di adeguate misure di protezione – come i guanti – nel caso non sia possibile evitare il contatto).
Se invece i test non sono stati di nessuna utilità, sarà probabilmente necessario, sempre sotto prescrizione medica, assumere dei farmaci antistaminici (ovvero antiallergici): aiuteranno ad accelerare la remissione dei sintomi, visto che non è possibile agire direttamente sulla causa. In questo caso diventa anche necessario proteggersi con guanti di lattice (ed eventualmente anche con la mascherina per evitare di inalare i vapori) ogni volta che si maneggiano prodotti detergenti.

da curadermatite.it

Perchè è importante pulire bene i termosifoni prima dell’inverno

Prima di riaccendere i caloriferi occorre effettuare qualche operazione di manutenzione.

La stagione fredda si sta avvicinando e sarà, quindi, di nuovo il momento di zuppe e tisane calde, serate con la coperta sulle gambe, piumone sul letto e caloriferi accesi. Ma per riscaldare la casa in modo efficiente, occorre pulire i termosifoni prima dell’inverno. Solo attraverso alcune semplici operazioni di manutenzione l’impianto di riscaldamento funzionerà correttamente.

Primo step: pulire i termosifoni dalla polveretermosifoni

Pulire i termosifoni dovrebbe essere parte di una manutenzione ordinaria. Spesso invece la si trascura, e tuttavia è molto importante pulire gli elementi dalla polvere accumulata, specialmente quando non li si usa da un po’. La pulizia dei termosifoni infatti può influire sul loro corretto funzionamento. Gli accumuli di sporco e polvere possono impedire al calore di propagarsi uniformemente. Inoltre, la polvere e i residui di sporcizia vengono trasportati verso l’alto con l’aria calda, rendendo la stanza poco salubre. Occorre, quindi, rimuovere la polvere ogni volta che si spolvera la propria casa, e passare ad una pulizia più accurata periodicamente.

Secondo step: spurgare i termosifoni

Se il vostro calorifero sembra non funzionare al meglio, la causa potrebbe essere l’aria all’interno. Essa infatti impedisce che la temperatura si distribuisca uniformemente negli elementi. Di conseguenza il riscaldamento della stanza non è efficace come dovrebbe. Oltre a a pulire i termosifoni, è indispensabile che prima di riaccenderli si faccia uscire l’aria accumulatasi all’interno. Basterà aprire la valvola che aziona lo sfiatatoio. Mettete un contenitore sotto lo sfiatatoio perché uscirà un bel po’ di liquido, ruotate la valvola e lasciatela spurgare l’aria, fino a che non fuoriesce acqua. Lasciate che l’acqua scorra per alcuni secondi, e quindi richiudete la valvola. Questa operazione va ripetuta per ogni calorifero della casa, a richiede al massimo due minuti per ognuno.

da Stile.it

Per pulire a fondo e velocemente i tuoi termosifoni Gioel 441 è la scelta migliore.

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I detersivi contengono sostanze che danneggiano i polmoni, la conferma in un nuovo studio

I detersivi che si utilizzano comunemente nelle abitazioni o a livello professionale non sono un toccasana per la salute. Lo diciamo spesso, ma ora dalla Norvegia arriva un nuovo  studio a fornire un’ulteriore conferma dimostrando come questi prodotti contengano sostanze in grado di danneggiare i nostri polmoni. detersivi_polmoni_2

La ricerca ha preso in considerazione 5000 donne lungo un periodo di 20 anni e ha evidenziato che le sostanze utilizzate per la produzione di detersivi, detergenti e prodotti spray per la pulizia della casa sono collegate ai danni ai polmoni.

 In particolare, i ricercatori hanno notato che le persone che utilizzano prodotti per la pulizia della casa presentano un rischio più elevato di ammalarsi di broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO), un problema che comprende bronchite cronica e enfisema.

I dati utilizzati per lo studio derivano dall’European Community Respiratory Health Survey (ECRHS).

Chi fa le pulizie per mestiere ha avuto un declino delle funzioni polmonari maggiore del 17% rispetto alle persone comuni. Ma anche chi si occupa semplicemente delle pulizie di casa va incontro a un danneggiamento delle funzionalità dei polmoni maggiore del 14% rispetto al normale.

I ricercatori pensano che la colpa sia di alcune sostanze presenti nei detersivi, a partire dall’ammoniaca, che irrita le vie respiratorie, e dei composti chimici che possono causare allergie sempre a livello respiratorio.

 Secondo Oistein Svanes, esperto dell’Università di Bergen che si era già occupato dell’argomento in una ricerca precedente e autore principale del nuovo studio, tra le persone deve diffondersi una maggiore consapevolezza sulle sostanze presenti nei detersivi per la pulizia della casa. Queste sostanze infatti vengono rilasciate nell’aria, soprattutto quando usiamo dei detersivi spray, e di conseguenza le respiriamo.

Jørgen Vestbo, professore dell’Università di Manchester, suggerisce a tutti di cercare di mitigare i rischi nell’impiego dei detersivi e di affrontare con il proprio medico qualsiasi sintomo sospetto. Ricorda inoltre che a porci a maggior rischio sono i prodotti spray e che dovremmo sempre ventilare le stanze tenendo le finestre aperte sia mentre puliamo che dopo le pulizie.

La ricerca in questione verrà presentata a Londra in occasione dell’ European Respiratory Society’s International Congress e fa parte della Healthy Lungs for Life Campaign della European Respiratory Society (ERS).

di Marta Albè – GreenMe

Malattie cardiovascolari, il rischio maggiore è l’inquinamento della tua casa

Gli inquinanti atmosferici, indoor e outdoor, possono provocare malattie serie come quelle cardiache e vascolari: ictus, infarto e così via. Prevenire si può ma è necessario seguire alcuni accorgimenti.inquinamento indoor - immagine

Quando si parla di salute, in particolare quella cardiovascolare, si pensa subito all’alimentazione e allo stile di vita. Poco, però, si dice dell’inquinamento. Secondo uno studio riportato su The Lancet, uno dei più importanti fattori di rischio di ictus sarebbe proprio l’inquinamento. Le sostanze dannose presenti nell’aria che respiriamo, infatti, utilizzano il nostro sistema respiratorio come un gateway per penetrare nell’organismo e colpendo vari distretti. Tra questi il sistema nervoso centrale, il cervello, il torrente sanguigno e il sistema immunitario. Da anni si conoscono gli effetti nocivi del monossido di carbonio che non colpisce solo i polmoni ma anche cuore e circolo. Tutto ciò è difficilmente curabile ma prevenire si può. Ecco come.

Tutto dipende dal tuo stile di vita
Se da un lato il pianeta Terra è ormai talmente inquinato che vivere in un ambiente completamente ‘pulito’ è impossibile, dall’altro prevenire malattie cardiovascolari si può: modificando il proprio stile di vita, iniziando come sempre dall’attività fisica e dall’alimentazione sana. Ma non solo. Bisogna anche tenere presente dell’inquinamento indoor (all’interno delle abitazioni), spesso letale per molte persone.

Proteggere la propria salute anche in casa, perché l’inquinamento indoor spesso può essere anche più pericoloso di quello esterno. Ecco le piante che ci salvano l’aria e la salute proteggendoci dalle VOC, le sostanze organiche volatili

Troppi morti
Secondo recenti stime un decesso su otto – in tutto il mondo – è causato dall’inquinamento interno o esterno. All’interno degli edifici, infatti, l’aria è molto più ‘ferma’ con il rischio che si saturi molto più velocemente. Di contro, con un po’ di impegno la casa può essere priva di sostanze nocive, mentre l’inquinamento atmosferico è senz’altro più difficile da debellare.

Quando te ne accorgi è tardi
Il lato negativo è che l’inquinamento non sviluppa particolari sintomi e quando comincia a verificarsi qualche disturbo è ormai spesso tardi. Sintomatologie più ‘leggere’ possono verificarsi nel coro della vita come allergie, starnuti, nausea, vertigini, mal di testa e stanchezza. Queste vengono inserite in quella che viene definita Sick Building o ‘sindrome da edifico malato’.

Attenzione a come scaldi la tua casa
Un altro importante fattore di rischio è il riscaldamento: nel banco degli imputati ci sono le stufe a legna, l’utilizzo del carbone e le stufe a biomassa. Queste, infatti, possono contenere una miscela di gas nocivi uniti a particelle di carbonio. Oltre alle malattie cardiovascolari si rischiano anche asma e bronchiti. Attenzione va posta anche a come si ‘raffredda’ la casa. Infatti, anche gli impianti di condizionamento possono sviluppare pericolosi funghi e batteri rilasciando aerosol tossici.

Il fumo di sigaretta
Come non citare il fumo di sigaretta (e non solo) che contiene migliaia di sostanze nocive che, una volta combinatosi con l’ossigeno, danno luogo a veri e propri composti mortali che rimangono nelle stanze per anni. Il rischio più alto lo corrono i bambini, che possono soffrire di disturbi già in tenera età.

L’aria che respiri può fare la differenza in termini di salute, specie se è ionizzata negativamente

Animali & Co.
Infine, non va dimenticato come anche il pelo degli animali possa contenere parassiti e altre sostanze tossiche per il sistema immunitario e respiratorio. Anche in questo caso è necessario arieggiare molto la casa e pulirla adeguatamente ogni volta che i nostri amici animali vi soggiornano.

da DiariodelWeb.it

Pulire casa non è mai stato così dannoso. I detersivi ‘amici’ di tumori e asma grave

Presso l’Hotel ‘Leone di Messapia’, si è tenuto il convegno ‘Malattie respiratorie e Genere’ che ha confermato come l’utilizzo continuo di detersivi possa provocare danni seri alla salute come la formazione di tumori o asma grave.

Cavallino. L’utilizzo di detersivi, indispensabili per la pulizia della casa e l’igiene sanitario, si annuncia possa avere un duplice risvolto: da una parte i detergenti rimangono tra i “migliori amici” di tutte le casalinghe, dall’altra, però, si assiste a un fenomeno dannoso per la salute della persona. Il detersivo, infatti, utilizzato giornalmente, partendo dal lavaggio delle stoviglie, diventa un problema medico da risolvere urgentemente. Da quanto trasmesso dall’Associazione Salute Salento, esso “regala” alle donne salentine la bronchite ostruttiva e l’asma grave.messapia-respiratorie-800

Una problematica non indifferente questa, tanto che per discutere della questione, divulgatasi in maniera affannosa soprattutto tra mamme, mogli, nonne, studentesse e chi più ne ha più ne metta, è stato avviato all’interno della Asl, un tavolo per la “medicina di genere”. Suona l’allerta per le donne della provincia di Lecce che negli ultimi anni hanno fatto registrare un aumento esponenziale della Bpco, la bronco-pneumopatia cronico ostruttiva, una crescita dei tumori polmonari e una conferma dell’asma grave. All’interno del convegno, tenutosi sabato 16 aprile presso l’Hotel “Leone di Messapia” di Cavallino, si è parlato di “Malattie Respiratorie e Genere, organizzato dalla sezione leccese dell’Associazione “Donne Medico”, a cui hanno partecipato medici di famiglia e della Asl, affrontando il tema delle pneumopatie declinate al femminile.

Le domande dei relatori, alle quali si è cercato di dare una risposta, hanno riguardato le differenze fra uomo e donna (biologiche, ormonali, ambientali, culturali, immunitarie, metaboliche e lavorative). Soprattutto, «occorre tenerne conto nei percorsi diagnostici e terapeutici, nella somministrazione dei farmaci e in tutte le altre situazioni di rischio?». «La medicina di genere sta entrando nei percorsi di cura della Asl – conferma Luana Gualtieri, presidente di “Donne Medico” e coordinatrice del convegno assieme a Maurizio Toraldo, dirigente medico al reparto di “Riabilitazione respiratoria” dell’ospedale Galateo di San Cesario – Quello di oggi è il primo di una serie di incontri di formazione rivolti a tutti i medici, in particolare ai medici di famiglia. Il direttore generale della Asl, Silvana Melli ha già anticipato che sarà costituito il “Tavolo della medicina di genere”, che quest’anno si occuperà in particolare di malattie respiratorie».

E le differenze fra uomo e donna stanno emergendo proprio in riferimento alle pneumopatie. «Intanto l’aumento dell’incidenza è legato alla diversa esposizione delle donne all’inquinamento lavorativo e indoor negli ultimi anni – spiega la dottoressa Gualtieri – Casalinghe spesso alle prese con le pulizie, con i vapori in cucina, con l’uso eccessivo dei detergenti. Quello che emerge è un effettivo aumento esponenziale della Bpco che ha ormai superato l’impatto rispetto all’uomo. Ma anche dei tumori polmonari e dell’asma grave, già considerata una patologia ad incidenza soprattutto femminile».

La “pneumologia di genere” mira alla presa di coscienza scientifica, clinica e psicosociale del problema che interessa tutte le discipline. Verranno valutati i fattori di rischio legati all’inquinamento indoor e outdoor e si affronterà il problema delle differenze farmacocinetiche tra uomo e donna per definire una migliore aderenza alle terapie.

«L’emancipazione femminile ha prodotto un maggior consumo di tabacco fra le donne – conclude il Dott. Toraldo – Un’abitudine che espone le donne a un rischio che era prima maschile. Le donne inoltre, vivendo prevalentemente in ambito domestico, sono più esposte agli inquinanti in ambienti chiusi: vapori, fumi di caminetti e stufe possono condizionare una patologia che oggi interessa più le donne».
Una problematica, questa, che affligge tutti, non solo le donne. I detersivi, infatti, come consigliano i medici dovrebbero essere sostituiti da detergenti naturali o biologici utili a non inquinare l’ambiente e non danneggiare la salute. Il loro utilizzo, che coinvolge anche tanti bambini, in particolar modo quelli soggetti ad allergie o problemi respiratori  dovrebbe, quindi, essere limitato, se si vuole salvaguardare la propria vita e quella di chi vi sta intorno.

di Tania Tornese da LecceNews24

L’ammorbidente è nocivo per la salute

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L’ammorbidente è tra i prodotti più tossici in ambito domestico e risulta nocivo per l’uomo nel lungo termine. 

Un carico tossico a basso dosaggio ripetuto nel tempo può generare conseguenze estremamente nocive per la salute, lo ha ribadito Peter Ohnsorge, presidente dell’Accademia Europea di Medicina Ambientale. Questo accade con l’ammorbidente, essendo composto da sostanze che assorbite quotidianamente attraverso gli indumenti sono tossiche, possono causare tumori e danni cerebrali. Inoltre sono molto inquinanti per il pianeta dove abitiamo.

Ecco perché NON usare l’ammorbidente:

  • L’ammorbidente costa parecchio, anche se lo si acquista nei discount;
  • L’ammorbidente è molto inquinante e poco biodegradabile, quindi l’impatto ambientale è altissimo;
  • L’ammorbidente tende a creare una patina sugli indumenti che rende poi difficile l’eliminazione dello sporco vero e proprio e così ci tocca anche aumentare la quantità di detersivo e quindi più inquinamento e costo;
  • La patina che resta sugli indumenti viene ogni santo giorno a contatto con la nostra pelle e quella più delicata dei bambini, trasferendo al nostro organismo le sostanze di cui è composto (per legge non tutti devono essere elencati nella lista ingredienti): Hardened TEA, Isopropyl Alcohol, Tallow Alcohol, Laureth-20, Butylphenyl Methylpropional, Hexyl Cinnamal, Coumarin, formaldeide, fosfati, pentano, benzil acetato, coloranti artificiali, derivati del petrolio e quasi tutti di origine sintetica che risultano altamente inquinanti per l’ambiente e nocivi per la salute dell’uomo.

Gli ammorbidenti sono formulati per persistere nei vestiti per lungo periodo, di modo che questi componenti sono assorbiti dalla pelle a poco a poco e rilasciati lentamente nell’aria venendo anche gradualmente inalati.

Stendere ad asciugare in casa i vestiti lavati con l’ammorbidente inquina pesantemente l’aria di casa e può causare nel tempo sempre più gravi disturbi. Poiché le malattie croniche ed autoimmuni e il cancro hanno una causa ambientale, la progressiva intossicazione giornaliera domestica è la prima cosa che dobbiamo eliminare dalle nostre vite se vogliamo mantenere la salute.

L’80 – 90 % dei casi di cancro sono determinati dall’ambiente e quindi teoricamente evitabili

              Dr. Robert Sharpe, Royal Postgraduate Medical School of London

Gli effetti possono essere: 

  • asma
  • mal di testa
  • dermatite
  • orticaria
  • irritazione delle mucose
  • reazioni allergiche
  • dolori muscolari
  • difficoltà digestive
  • modificazioni imprevedibili a livello psicofisico

La tolleranza verso gli allergeni che compongono l’ammorbidente è differente per ognuno di noi, così come imprevedibili possono essere le reazioni: la popolazione ipersensibile, di cui una percentuale importante bambini, è in costante aumento.

Inoltre gli effetti cui faccio riferimento sono stati studiati per le sostanze singole, nessuno sa quale sia l’effetto di più sostanze tossiche assieme. Chi finanzierebbe lo studio?

di Maria Costanzo

Ammorbidente naturale: come avere capi morbidi senza inquinare l’ambiente

di Vanda Serra

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Chi rinuncerebbe alla coccola della biancheria profumata o a vestiti morbidi da indossare? Ben pochi, se si considera che l’ammorbidente è uno di quei prodotti che non sta subendo gli effetti della crisi. Eppure non agisce contro lo sporco, ma rende i tessuti morbidi, neutralizzando la carica elettrica ed eliminando i residui di calcare.

Chissà in quanti si domandano che impatto avrebbe sull’ambiente e sulla salute dell’uomo un minor utilizzo.
La maggior parte di prodotti usati per ammorbidire il bucato contiene componenti chimici nocivi: tossici per l’uomo, se lungamente esposto, inquinanti per le acque, dannosi per la salute degli animali. Tra i più pericolosi, presenti in diversa percentuale a seconda della marca, troviamo: il benzyl acetate, un cancerogeno collegato al cancro al pancreas, il benzyl alcohol, irritante per le vie respiratorie, l’etanolo, collegato a disturbi del sistema nervoso centrale, e il cloroformio, neurotossico e cancerogeno. Inoltre gli ammorbidenti sono prodotti per permanere sui vestiti a lungo e gli agenti chimici possono essere inalati o assorbiti gradualmente dalla pelle, causando dermatiti. A questo va poi aggiunta l’enorme quantità di plastica consumata per i flaconi che li contengono.

Evitarne l’uso sarebbe la soluzione più indicata, soprattutto se si vive in una zona con acqua poco calcarea. Difficilmente si noterebbe la differenza. Se invece non se ne può proprio fare a meno, esistono delle valide alternative ecologiche, economiche e di facile uso. Vediamo quali:

Acido citrico
Neutralizza l’alcalinità del lavaggio in lavatrice causata dal detersivo, avvicinando il ph dei panni a quello della nostra pelle, rendendoli più morbidi. Il suo impiego è quindi ideale per chi ha la pelle sensibile o per lavare i vestitini dei neonati. Una soluzione al 20% (200 g di acido citrico in 800 g di acqua, per avere un totale di 1 litri=1 kg di soluzione) nella vaschetta dell’ammorbidente può sostituirlo tranquillamente. Inoltre la sua funzione anticalcare allunga la vita della lavatrice.
Aceto bianco
Oltre a rendere il bucato morbido, è anche un ottimo anticalcare e quindi utile per la manutenzione della lavatrice. Basta versare 100 ml di aceto di vino bianco nella vaschetta dell’ammorbidente. E’ possibile aggiungere alcune gocce di olio essenziale, direttamente nel momento del lavaggio, a piacimento per profumare i panni.
Bicarbonato di sodio
Rende i capi più puliti, brillanti, morbidi e privi di odori. Aiuta ad eliminare i residui di calcare e potenzia l’effetto del detersivo, basta aggiungere mezza tazza nell’apposita vaschetta.
Sale e bicarbonato
Aggiungere 20 o 30 gocce di olio essenziale a scelta a 2 tazze di sale di Epsom o sale marino. Mischiare mezza tazza di bicarbonato di sodio e aggiungere 2 o 3 cucchiai del composto ad ogni lavaggio.

Oltre a questi metodi, si possono utilizzare dei sistemi di stiro professionali a vapore come ad esempio Zedì Gioel.

Pannelli fotovoltaici puliti e più efficienti!

Come ampiamente dimostrato i pannelli solari necessitano sin dal primo anno d’installazione di una pulizia metodica e periodica, in quanto sui pannelli si depositano polveri, pollini, escrementi di volatili, terra portata da venti e piogge, che comportano un graduale abbassamento della recettività dei pannelli.pannelli fotovoltaici

Un impianto solare sporco rende meno e può arrivare a perdere dal  15% al 20% di produzione che, in termini di mancata energia immessa in rete, comporta una perdita di denaro nel Conto Energia non da poco. La pulizia è sempre necessaria durante  tutto l’anno perchè le piogge, che puliscono naturalmente i pannelli, non sono sufficienti.

Per evitare ogni perdita di rendimento e garantirsi un funzionamento perfetto, bisogna pulire i vetri dei pannelli fotovoltaici con un sistema che sia anche rispettoso dell’ambiente, evitando l’uso di detergenti inquinanti. E’ consigliabile eseguire la pulizia almeno due volte all’anno, per mantenere efficiente l’impianto e per verificare la qualità della pulitura effettuata basterà verificare l’aumento di energia prodotta dai pannelli e monitorarla.

I moduli dei pannelli sono piuttosto delicati per cui non va assolutamente usata l’idropulitrice che, sparando acqua a 150 bar di pressione, rischia di danneggiare i moduli infiltrandosi sotto il vetro.

Con il sistema Gioel è possibile pulire i pannelli utilizzando solo acqua del rubinetto e riportandoli alla massima efficienza. Vedi il video.

Richiedi un appuntamento per avere maggiori informazioni sulla pulizia dei tuoi pannelli fotovoltaici.

Ecoidee per risparmiare CO2 e denaro!

Chi l’avrebbe mai detto che risparmiare CO2 ci avrebbe fatto anche risparmiare dei soldi??
Il fatto è che non è facile rendersi conto di quanta CO2 produciamo con le nostre abitudini casalinghe e non sempre è facile abbandonarle.

Meno detersivi e meno spreco: si può!

I detergenti e detersivi che normalmente acquistiamo al supermercato sono composti prevalentemente di acqua e contengono meno del 5% di principio attivo!! Questo significa che per 1 Litro di detersivo puro  acquistiamo e portiamo a casa oltre 20 litri di acqua. Hai mai pensato a quanto costa imbottigliare e trasportare tutta quest’”acqua” fino al supermercato e poi a casa tua? Uno spreco assurdo!
Meno plastica: si può!
Ogni anno una famiglia media composta di 4 persone consuma circa 20Kg di plastica derivante da imballaggi per detersivi e shopper per il loro trasporto. A questo valore va aggiunto il valore in taniche o grandi contenitori in plastica utilizzati per il trasporto dei prodotti primari ai grossi distributori: grossomodo la stessa quantità. In pratica ogni famiglia “consuma” circa 40Kg di plastica solo per confezionare e trasportare  detersivi estremamente diluiti e a volte poco efficaci

Meno CO2: si può!

Per la produzione di 1 Kg di plastica si calcoli che, a vario titolo, vengono immessi nell’Ambiente circa 2,53 Kg di CO2.
Ciò significa che una famiglia risparmierebbe in 1 anno circa 100 Kg di CO2 con notevoli vantaggi per l’Ambiente e la qualità della vita di tutti noi.

Più risparmio: si può!

Ora pensate a quanti soldi si risparmierebbero in detersivi, detergenti e “copri-odori” per la casa se fosse possibile farne a meno completamente: una spesa media di oltre 70 euro al mese per famiglia.
A conti fatti un bel vantaggio!! Risparmiare CO2, tanti soldi e tanta fatica e allo stesso tempo mantenere casa pulita con metodi assolutamente efficaci e anche ecologici.Con le ecoidee e la tecnologia di Gioel si può!
risparmio di acqua, di Co2 e di denaro

Forno: come pulirlo a fondo utilizzando solo ingredienti naturali

Tra tutte le pulizie di casa, quella del forno forse è la meno piacevole soprattutto se lo utilizziamo spesso e per il poco tempo a nostra disposizione ora è pieno di incrostazioni.Succede così che per rimuoverle velocemente ci rivolgiamo ai prodotti chimici in commercio, sicuramente efficaci ma poco sostenibili e, se non adoperati bene, addirittura nocivi per la nostra salute: eventuali tracce non rimosse possono contaminare il cibo rovinandone anche il sapore.C’è però un modo molto più semplice e sicuro per sgrassare e pulire a fondo il forno. Basta utilizzare quattro ingredienti naturali che in casa non mancano mai: aceto, bicarbonato, limone e sale.pulizie forno
Si tratta infatti di quattro importanti sgrassatori naturali, ecologici e biodegradabili, con un’azione pulente pari se non addirittura superiore a quella dei prodotti in commercio.
ACETO
L’aceto ad esempio ha un alto potere sgrassante e disinfettante. Scaldate dell’acqua in una pentola e poi aggiungete un bicchiere di aceto. Quando l’acqua inizia a bollire spostate la pentola nel forno acceso sui 100° C. Lasciatela li per circa 15 minuti in modo che l’odore dell’aceto si propaghi per tutto il forno e poi riportatela fuori in modo che si raffreddi. Fornitevi di una spugna e utilizzatela per la pulizia dell’elettrodomestico: vedrete che pulito splendente.
LIMONE
Anche il limone è perfetto per sgrassare a fondo le pareti del forno. Per cominciare, prendete due limoni abbastanza grandi e dopo averli tagliati a metà spremetene il succo su tutta la superficie del forno. Mettete quel che rimane dei due limoni in un tegame e accendete il forno a 180° gradi per 30 minuti. Passato questo tempo spegnete e fate raffreddare. Non solo così riuscirete a rimuovere la sporcizia più velocemente ma assicurerete al vostro forno un ottimo profumo.
BICARBONATO E SALE
Il bicarbonato e il sale, uniti insieme, sono invece perfetti in caso di residui di cibo ormai incrostati. Miscelate i due ingredienti, aggiungete un bicchiere d’acqua e passate il composto ottenuto su tutte le pareti del forno. Lasciate agire per circa un’ora e poi risciacquate accuratamente.Oltre a questo, si possono utilizzare dei sistemi a vapore, che utilizzano solo acqua del rubinetto e appunto il vapore, come ad esempio Gioel.

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