Category : Sanificazione

Allergie primaverili 2017 ai pollini: calendario fioritura e sintomi

Parliamo di allergie primaverili e ai pollini. Finita, o quasi, l’epidemia influenzale particolarmente virulenta che ha caratterizzato l’inverno, ora l’attenzione si sposta sulle allergie ai pollini e le graminacee, un altro problema che va toccare da vicino la nostra salute. Tra marzo e maggio, periodo delle fioriture e del cambiamento di stagione, numerosi soggetti vengono colpiti dalle cosiddette allergie che causano sintomi molto fastidiosi: starnuti, lacrimazione degli occhi, raffreddori e persino gola arrossata e altri problemi.allergie sito

Sintomi

In vista della primavera 2017 i soggetti a rischio si stanno già preparando a quei fastidiosi sintomi che accompagnano le allergie di stagione. Tra quelli più noti e comuni troviamo la rinite allergica e l’asma bronchiale, i quali possono definirsi conseguenze più gravi degli allergeni che si diffondono nell’aria. Mentre la rinite comporta un’infiammazione che riguarda occhi e naso, l’asma bronchiale è una vera e propria ostruzione delle vie respiratorie. Altri sintomi dell’allergia ai pollini sono il prurito al naso e al palato, lacrimazione con irritazione, prurito alle mucose, secrezioni nasali, starnuti e fastidio alla luce. Nei casi più gravi la sintomatologia può evolvere verso veri attacchi di asma, tosse secca, senso di peso toracico, sibili intracostali e difficoltà a respirare. Per alcuni individui anche la pelle viene colpita con dermatiti e pruriti ma le allergie possono provocare anche cefalea frontale, stanchezza, malessere, gonfiore alle mucosa delle labbra e difficoltà a concentrarsi.

 

Calendario

E’ possibile in qualche modo prevenire o limitare l’allergia segnandosi il calendario delle fioriture dei pollini, ossia un almanacco che indica la concentrazioni di determinati pollini allergenici in un dato periodo dell’anno. Ad esempio, a marzo il periodo di fioritura interesserà il nocciolo, il cipresso, la betulla, l’ontano, il tasso, la mimosa, la gramigna, l’olmo, il platano, faggio, tiglio, pioppo, il salice, olivo e il paleo odoroso. Per cui, chi soffre di allergie stagionali dovrebbe consultare questo calendario per prevenire o limitare gli spostamenti nelle zone di interesse o premunirsi in tempo con antistaminici.

da Investireoggi

Lo smog inquina il sonno, vero o falso?

Smog e sonno, quale relazione? Gli studi condotti dalla Bergen University, prestigioso ateneo norvegese, hanno individuato una possibile nuova causa dei sonni agitati e turbolenti. Infatti, oltre ai “soliti noti” (ossia raffreddore, allergie, palato oblungo, tessuti della gola che ostruiscono il passaggio, muscoli della lingua con scarso tono), pare che la qualità dell’aria influisca sul riposo e, di conseguenza, sulla nostra capacità di rigenerarci dopo le fatiche di tutta una giornata.male

La ricerca ha evidenziato come l’inquinamento atmosferico, con il corredo di fumi di scarico (in particolare diesel) e di polveri sottili, abbiano ripercussioni sulla nostra vita notturna. Tra i protagonisti dell’indagine, quelli che vivevano presso importanti arterie stradali, autostrade o tangenziali, mostravano una particolare e curiosa inclinazione al russamento; per spiegare il fenomeno si è quindi ipotizzato che proprio lo smog, provocando infiammazioni ed irritazioni alla vie aeree, ponga le basi per una respirazione notturna difficile e rumorosa che incide pesantemente sul sonno.

Non chiudere gli occhi… sul russamento!

Convivere con notti interrotte da ripetuti risvegli, sonno intermittente, stanchezza cronica già in mattinata, difficoltà di concentrazione durante tutto il giorno, non dovrebbe essere la norma. Questa spossante routine danneggia la salute, più profondamente di quanto non si creda: lo confermano le conclusioni a cui sono giunti gli studiosi del team che lavorano presso l’Istituto per la respirazione e il sonno di Melbourne. Il monitoraggio con risonanza magnetica, di oltre 120 persone, di cui la metà affetta da apnee ostruttive del sonno, ha infatti mostrato delle variazioni interessanti nei tracciati cerebrali: sono state così localizzate due aeree danneggiate proprio dal deficit di ossigeno (caratteristica delle OSAS, ossia le apnee ostruttive del sonno).

Le difficoltà respiratorie verificatesi durante il sonno incidono negativamente sia sulla sezione inferiore del cervello (adibita alla memoria), sia su quella interna al cerebellum (regia della coordinazione e della capacità di dedicarsi ad un compito per poi passare ad un altro). “La buona notizia però, – spiega il dottor Fabrizio Salamanca, Responsabile del Centro di Diagnosi e Cura della Roncopatia  di Humanitas Medical Care e di Humanitas Mater Domini – è la reversibilità di questi danni. Diagnosi puntuali, grazie alla Polisonnografia ed alla Sleep Endoscopy, cure approfondite, con l’adozione di metodiche più innovative ed efficaci, assicurano il ripristino delle funzioni cognitive (attenzione, memoria e funzioni esecutive) e il meritato riposo, con effetti positivi sul singolo ma anche sulla coppia”.

Siamo ancora convinti che il russamento rappresenti un semplice, sebbene fastidioso, disturbo senza conseguenze?

da Humanitas Salute

Gioel contribuisce a togliere l’inquinamento dal nostro ambiente. Richiedi informazioni

Alcune cose che forse non sapevi sulle allergie

Perché tuo figlio diventa allergico? E cosa puoi fare a livello preventivo per evitare che ciò accada?

 

Lo sapevi che le allergie nei bambini sono triplicate negli ultimi 20 anni andando a interessare quasi 1 bambino su 4? Forse non serve nemmeno che ti scriva questi numeri, probabilmente tuo figlio o qualche suo amico presentano già i sintomi tipici di questa malattia e purtroppo ci stiamo accorgendo che col passare del tempo i casi aumentano.

Perché si verifica questo disturbo?ALLERGIA per sito

Ci sono vari fattori che entrano in gioco nello sviluppo di riniti allergiche, asma o allergie alimentari. Te ne riporto qualcuno:

- Fattori ereditari e di natura quindi genetica. Si dice che non si può fare nulla a riguardo, se non cercare di migliorare i sintomi quando questi si verificano. Invece io dico che se abituiamo i bambini fin da piccoli ad una corretta igiene di vita (alimentazione adeguata, dormire molto, vita all’aria aperta, attività sportiva, ecc.), il loro organismo è più forte e sa tenere sotto controllo per molto tempo i suoi punti deboli, congeniti, ereditari o acquisiti che siano.

- Inquinamento, soprattutto quello ambientale. Alcuni studi hanno dimostrato che i bambini “di città” sono più inclini a nascere e a sviluppare una qualche forma di allergia.

 

Come puoi cercare di impedire l’insorgenza di malattie allergiche nel tuo bambino?

Prima di tutto correggi il tuo stile di vita. Ricordati sempre che le tue scelte alimentari e comportamentali hanno una forte influenza sullo sviluppo del tuo organismo, sia da un punto di vista corporeo che psichico. La stessa cosa accade anche per tuo figlio, soprattutto durante la gravidanza e l’allattamento. Privilegia cibi biologici, semplici e poco lavorati, così da limitare l’assunzione di tossine. Attento al tipo di cosmetici che usi: scegli quelli a marchio Bio ed evita quelli aggressivi per la cute.

 A scopo preventivo sono molto utili i probiotici (fermenti lattici), come consiglia anche l’Organizzazione Mondiale per le Allergie (WAO), soprattutto durante la gravidanza e l’allattamento. In questo modo puoi limitare l’insorgenza di allergie alimentari e ridurre significativamente la durata e l’impatto di quelle respiratorie. Sono consigliati soprattutto i ceppi di Lactobacillus, da soli o in combinazione con quelli di altri probiotici come i bifidobatteri.

di Roberto Gava

Il sistema di pulizia dell’aria brevettato e certificato Gioel aiuta non solo a mantenere un ambiente casalingo salubre, ma anche a contrastare l’insorgenza di patologie respiratorie e a migliorare la situazione di chi già ne soffre

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Nel 2025 una persona su due sarà allergica

L’allergia diventerà la patologia cronica più diffusa del secoloallergia

In Italia ci sono oltre 10 milioni di allergici, una cifra che sembra destinata a salire. Secondo l’Associazione italiana allergologi immunologi territoriali e ospedalieri (Aaiito), infatti, nel 2025 una persona su due soffrirà di allergia. Di conseguenza la malattia potrebbe diventare, nel giro di un decennio, “la patologia cronica più diffusa del secolo”.

Il peso complessivo delle allergie respiratorie e delle loro complicazioni ammonta, in Italia, a circa 74 miliardi di euro. Oltre il 72% di questa cifra è destinata a sostenere i costi diretti, come farmaci e ricoveri ospedalieri, mentre il 27% quelli indiretti, a partire dalla perdita di produttività.

L’Aaiito evidenzia che sebbene la diffusione di queste patologie sia in aumento, gli specialisti che se ne occupano diminuiscono. Denuncia, infatti, che in Italia le strutture di allergologia universitarie, ospedaliere e territoriali, già distribuite in modo disomogeneo sul territorio, stanno subendo un ulteriore calo. Inoltre, informa che si sta riducendo anche il numero degli allergologi in regime di convenzione con le aziende sanitarie. Di conseguenza, secondo l’Associazione, la situazione reale è lontana dagli standard previsti dai Livelli essenziali di assistenza, che stabiliscono che ci sia almeno una struttura complessa di allergologia per milione di abitanti.

“L’attuale decreto ministeriale sull’appropriatezza prescrittiva delle prestazioni di assistenza specialistica ambulatoriale rende impossibile coniugare la possibilità di essere visitati da un allergologo con il numero di pazienti in attesa di un consulto – spiega Maria Beatrice Bilò, Presidente di Aaiito -. Lottiamo quotidianamente con l’aumento delle malattie allergiche e il contestuale insufficiente numero di specialisti sul territorio”.

Per risolvere il problema, l’Associazione propone la creazione di un circuito di Reti cliniche integrate, che dovrebbero comprendere ambulatori territoriali di allergologia di primo livello per l’inquadramento diagnostico, e un filtro per l’eventuale invio alle strutture ospedaliere di secondo livello. Queste ultime dovrebbero farsi carico delle prestazioni più complesse, come asma grave, reazioni allergiche gravi, allergie da alimenti, farmaci e punture di imenotteri.

da “Il Sole24 Ore”

Rinite allergica: un decalogo per stare meglio

Contro la rinite allergica, vero incubo per moltissimi italiani, arrivano dieci regole d’oro per contrastarla. Vediamo quali sono:rinite allergica

Evitare le gite all’aperto nelle ore centrali della giornata, non stendere la biancheria fuori di casa, tenere chiuse finestre e finestrini dell’auto: sono alcuni degli accorgimenti da adottare per limitare gli attacchi di rinite allergica che colpisce tra il 15 ed il 25% della popolazione. L’Aia, l’Associazione italiana di aerobiologia, ha diffuso un decalogo con alcune regole semplici ma efficaci.

Giovani donne a rischio

Un italiano su sei soffre di rinite allergica, che colpisce maggiormente le donne di età compresa tra i 15 ei 30 anni, anche ingravidanza. Nel 20% dei casi si tratta di fattori ereditari. Le riniti possono creare grave disagio per la persistenza di sintomi come gonfiore e arrossamento agli occhi, raffreddore e starnuti continui. L’Associazione italiana di aerobiologia ha stilato un decalogo per prevenire gli effetti nocivi del polline e delle spore fungine, siano essi liberi nell’aria che respiriamo o che si annidino nelle nostre case, negli ambienti di studio e di lavoro.

Calendari dei pollini

Innanzitutto bisogna informarsi con lo specialista su quale sia il periodo di pollinazione di piante ed erbe al cui polline si è allergici, in modo tale da programmare la propria attività all’aperto, la terapia preventiva e l’eventuale cura. Per esempio chi è allergico alle Graminacee dovrà evitare gli spazi extraurbani all’aperto da fine aprile a giugno-luglio. Chi, invece, non tollera la Parietaria e i pollini estivi, dovrà fare attenzione ai terreni incolti e agli edifici abbandonati, dove è più facile che si sviluppino queste erbe, soprattutto nella tarda estate. Consultare regolarmente i calendari pollinici esposti nelle farmacie o presenti in Internet è dunque la regola d’oro se si vuole evitare la rinite.

Meglio allenarsi al coperto

Evitare il più possibile le attività all’aperto durante la stagione d’impollinazione, in particolar modo nelle giornate ventose, poiché più s’inala aria e più si respira il polline che penetra nelle vie aeree. Le attività fisiche vanno praticate al chiuso durante il periodo in cui i sintomi sono più accentuati e optare quindi per palestre e piscine coperte.

Passeggiare al mattino o alla sera

Anche le gite all’aperto vanno evitate nelle ore centrali della giornata, soprattutto con tempo asciutto e ventoso: meglio passeggiare durante le prime ore del mattino e la tarda serata. Alcuni allergici si sentono meglio dopo la pioggia, per altri, invece, la rottura dei granuli pollinici può provocare un peggioramento dei disturbi. È bene fare scelte in base alla propria esperienza personale.

Finestre chiuse

L’Aia, inoltre, consiglia di tenere chiuse le finestre durante le ore centrali della giornata e di notte. Sarebbe preferibile dormire con il climatizzatore azionato, dato che quelli di ultima generazione sono dotati di filtri antipolline. Evitare di stendere la biancheria all’aperto perché i pollini restano attaccati ai tessuti bagnati. Anche i finestrini dell’automobile dovrebbero rimanere chiusi. I climatizzatori d’auto di ultima generazione sono dotati di filtri antipolline che vanno periodicamente sostituiti.

Con il sistema certificato e brevettato Gioel puoi scegliere l’aria che respiri in casa tua

da BimbiSani & Belli

Amianto e Gioel

DETERMINAZIONE DELL’ EFFICIENZA DI FILTRAGGIO DELLE FIBRE DI AMIANTO DEL SISTEMA DI LAVAGGIO DELL’ ARIA GIOEL 420amianto-fibra

L’amianto o asbesto è un minerale (un silicato) con struttura fibrosa utilizzato fin da tempi remoti per le sue particolari caratteristiche di resistenza al fuoco e al calore. È presente naturalmente in molte parti del globo terrestre e si ottiene facilmente dalla roccia madre dopo macinazione e arricchimento, in genere in miniere a cielo aperto.  Già gli egiziani lo utilizzavano nei tessuti per l’imbalsamazione delle mummie. L’impiego industriale avviene dalla fine del 1800 in seguito alla scoperta di vasti giacimenti.

Le sue caratteristiche: costa poco, resiste al calore fino a 500°C, resiste alla trazione, è un ottimo isolante termico, acustico e elettrico; quindi grande successo commerciale a partire dagli anni ‘70.

Il cemento-amianto detto anche fibrocemento o, dal nome del più diffuso prodotto commerciale “Eternit ®” è un materiale compatto realizzato con una miscela di cemento e fibre di amianto. Il materiale ha un’elevata resistenza alla corrosione, alla temperatura e all’usura. E’ usato ovunque: edifici pubblici, privati, industria, apparecchi domestici; mezzi di trasporto: navi, tram, aerei; impianti: pannelli, rivestimenti, cabine, tubazioni; materiali filtranti in condotte di areazione, vestiario, persino coperte, tappeti.

La pericolosità dell’amianto sembra sia conosciuta fin dagli anni ’40. E’ stato utilizzato fino alla legge del 27/03/1992 che ha posto il divieto di estrarlo, importarlo, esportarlo, commercializzarlo e produrlo così come qualsiasi suo utilizzo ed ha dettato le norme per lo smaltimento. Negli edifici costruiti prima del 1995 non si può escludere che sia stato utilizzato amianto.

I manufatti in amianto sono pericolosi quando sono in grado di rilasciare nell’ambiente circostante fibre aerodisperse che possano essere respirate. La probabilità della cessione di fibre è connessa alla perdita di compattezza del manufatto in cemento amianto che si realizza per una lunga esposizione (alcuni decenni) agli agenti atmosferici e/o per danneggiamento ad opera dell’uomo. Quindi soprattutto materiali in decomposizione, o utilizzando ad esempio un trapano, frese, martelli.

Effetti sulla salute umana: dalla frammentazione del materiale contenente amianto si liberano le fibre, estremamente sottili e resistenti. Il diametro ridottissimo delle fibre libere di amianto permette una lunga permanenza in sospensione nell’aria ed elevata disponibilità ad essere inalate attraverso la respirazione. Le polveri e fibre di amianto inalate determinano danni gravi, spesso irreversibili. Le malattie correlate all’amianto si manifestano anche dopo molti anni dall’esposizione alle sue fibre (dai 10 ai 40 anni). La legge prevede l’obbligo di rimozione dell’amianto oppure dell’incapsulamento.

Almeno 32 milioni di tonnellate di amianto ancora da smaltire, soprattutto in forma di eternit, sono presenti sul territorio italiano. Per il censimento sarebbero almeno 400 mila gli immobili che necessitano di un intervento. A tale cifra va aggiunta quella dei 6.913 siti industriali situati in tutto il territorio nazionale, assieme a quelle di diverse altre strutture contenenti, in quantità varie, fibre di amianto e suoi composti.

Se si tiene conto di tali dati e della velocità alla quale le operazioni di bonifica stanno procedendo su tutto il territorio nazionale, si arriva alla conclusione che di questo passo occorreranno più di 80 anni per il relativo completamento. Un tempo assolutamente insostenibile.

La situazione nelle Scuole

«Su oltre 41mila strutture, ben 24 mila hanno impianti mal funzionanti o fuori norma, in 9 mila scuole gli intonaci sono rovinati, mentre in oltre 7 mila tetti e coperture sono da rifare completamente. Inoltre, in ben 2 mila edifici scolastici gli studenti sono a contatto con fibre di amianto. Un affresco per nulla edificante.

CNR – GIOEL

DETERMINAZIONE DELL’ EFFICIENZA DI FILTRAGGIO DELLE FIBRE DI AMIANTO DEL SISTEMA DI LAVAGGIO DELL’ ARIA GIOEL 420

A velocità diverse, con vari tipi di fibre di amianto e dall’analisi dell’acqua si è constatato che: la turbolenza all’interno del sistema Gioel aumenta la quantità di anidride carbonica nell’acqua determinando la formazione di cristalli di carbonati di calcio, aragonite e calcite, che ricoprono le fibre di amianto, trattenendole e che vengono eliminate insieme all’acqua sporca.

risultati del test su assorbimento amianto in collaborazione con cnr

Per maggiori informazioni contattaci.

E’ ora di cambiare aria… anche se fuori fa freddo!

Tosse, raffreddore e influenza costringono milioni di italiani a letto e l’unico modo per evitare che il contagio si diffonda a macchia d’olio in famiglia o al lavoro, è quello di evitare gli ambienti chiusi dove l’aria è appestata da chi non è ancora del tutto guarito. Ma non sempre si può!

è ora di cambiare aria ... anche se fuori fa freddoE certo non possiamo nemmeno spalancare le finestre ogni mezz’ora per cambiare aria e gelare per il freddo. E allora? Allora GIOEL!

Accendi la tua Gioel Air, basteranno pochi minuti e qualche goccia di Gioelinda per igienizzare e sanificare veramente l’aria di casa e anche quella dell’ufficio.

Spesso l’aria che c’è fuori è anche più inquinata e malsana, Gioel filtra e ripulisce l’aria e ti fa tornare a respirare a pieni polmoni!

E anche chi è ancora ammalato respirerà meglio e probabilmente guarirà prima!

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Influenza e malattie da raffreddamento: possiamo prevenirle e combatterle

Manca poco all’inizio dell’inverno, ma molte persone sono a letto a causa di influenza, raffreddore, congestioni di naso e gola. Insomma i malanni tipici del periodo invernale sono già all’ordine del giorno e i consigli per prevenirli o combatterli non sono mai troppi.influenza bambini

Sicuramente una sana alimentazione ci può aiutare nella prevenzione. Una dieta equilibrata ricca di frutta e verdura, fornisce al nostro corpo vitamine e sali minerali, che aiutano il nostro sistema immunitario a difenderci dai virus influenzali.
Bere te verde, uno dei più importanti antiossidanti che abbiamo in natura, ci fornisce una sostanza, Epigallocatechina Gallata, molto più efficace della vitamina C contro i radicali liberi, che stimola il nostro sistema immunitario.

Oltre all’attenzioni dedicata a ciò che introduciamo nel nostro corpo come alimenti è importante considerare anche l’aria che respiriamo e che introduciamo nei nostri polmoni per ossigenare tutto il corpo.
Molti virus e batteri sono aerotrasmessi e molte patologie come asma, allergie e infiammazioni delle vie respiratorie sono causate dall’aria insana che respiriamo negli spazi abitativi e negli ambienti di lavoro, dove trascorriamo gran parte del nostro tempo. E’ dunque importante anche lavare l’aria che respiriamo per prevenire e contrastare malattie e fastidiosi malesseri stagionali.

Con il sistema Gioel possiamo lavare l’aria di qualsiasi ambiente domestico o di lavoro, grazie all’innovativo sistema di filtraggio e al separatore molecolare che consente di purificare l’aria da polveri, virus e batteri utilizzando solamente l’acqua del rubinetto.
Per pulire l’aria bastano solamente  15 minuti per una stanza di medie dimensioni, con l’apposita funzione del sistema Gioel.

Per potenziare l’azione possiamo aggiungere all’acqua alcune gocce di essenza balsamica Eucalipto oppure di Gioellinda (svolge un’ azione “antisettica e igienizzante”), diffondendo un gradevole profumazione all’ambiente.

Per trascorrere bene la stagione invernale, con qualche accorgimento e un sistema innovativo come Gioel possiamo limitare i rischi di contagio di influenza e raffreddori.

Per saperne di più contattaci.

Aspirapolvere a sacchetto o con filtro ad acqua?

8955 Dobbiamo cambiare l’aspirapolvere: quale scegliere? Con filtro ad acqua o con sacchetto?
Confrontiamo i due sistemi.
All’interno degli aspirapolveri e delle scope elettriche ci sono i sacchetti per trattenere la polvere e lo sporco; sono composti quasi tutti da una tela in fibra di carta porosa che consente il passaggio dell’aria, se così non fosse, non potrebbero aspirare.
I sacchetti trattengono le polveri più grosse, ma quelle particelle che vediamo nel raggio di sole che entra dalla finestra, sono molto piccole, dai 0.12 ai 1.20 micron, e passano attraverso il sacchetto. Queste sono le micropolveri, le più dannose per l’organismo e noi le respiriamo.
Per trattenere  le micropolveri vengono aggiunti dei filtri Hepa, che riescono a trattenere poco, perchè hanno un foro delle dimensioni doppie di quello delle micropolveri.
Il sacchetto viene cambiato una volta al mese, ma nel frattempo tutto quello che aspiriamo, briciole, polvere, insetti, acari, ecc. rimane nel sacchetto, si forma un po’ di umidità e macera. Quando andiamo ad accendere l’aspirapolvere dopo qualche giorno che non è stato usato, cosa pensate che esca? Aria pulita o aria piena di batteri e micropolveri?
Al suo interno si creano le condizioni perfette  per la riproduzione di acari che vengono facilmente sprigionati ad ogni accensione della nostra aspirapolvere.
E’ infatti sconsigliato l’uso di aspirapolveri a sacchetto a chi soffre di allergie varie o alla polvere.Le aspirapolveri con il filtraggio ad acqua riescono a trattenere la maggior parte delle polveri o batteri presente nell’aria. Queste aspirapolveri usano l’acqua come filtro e ci permettono di lavare l’aria mentre puliamo le nostre superfici rilasciando all’esterno solo aria pulita. Quando abbiamo finuito di pulire, buttiamo l’acqua con lo sporco raccolto. Hanno il vantaggio che possiamo aspirare anche i liquidi.
Ma non basta solo l’acqua, per trattenere tutte le polveri, infatti alcune inseriscono dei filtri Hepa per trattenere le micropolveri (ad esempio Lecologico). Alcuni di questi sistemi, inoltre, non sono molto pratici da pulire e sono ingombranti. 

8956Certamente il sistema con filtro ad acqua è più efficace per trattenere le polveri.

Un sistema che ci permette di pulire l’aria fino al 99,99% da polveri,  micropolveri, batteri e anche da metalli pesanti è G420 con filtro ad acqua e separatore molecolare. Il tutto è stato certificato dall’Università di Modena e Reggio Emilia.

Il sistema G420 di Gioel ha una pratica vaschetta che raccoglie l’acqua, facile da estrarre e da pulire.

Come eliminare gli odori?

L’odore è causato da composti chimici volatili che vengono percepiti dal nostro senso dell’olfatto. L’odore può essere buono o cattivo. Quando un odore viene percepito come gradevole, è indicato come profumo o aroma, mentre un cattivo odore può essere chiamato puzza, odore, cattivo odore  e sono questi che comunemente le persone cercano di eliminare.

Niente odori senz’aria.cattivi-odori-in-casa

Quando cuciniamo una torta, nell’aria si sente un gradevole profumo, questo è  composto da molecole provenienti dalla torta e trasportate dall’aria. Caratteristica comune degli odori è la volatilità: noi infatti possiamo percepire gli odori soltanto in quanto respiriamo l’aria che porta le molecole a contatto con le mucose olfattive nelle cavità nasali.

Queste molecole essendo molto volatili, vanno ad impregnare tutte le cose con cui vengono in contatto, come tendaggi, moquette, abiti, mobili e anche i capelli:  è mai capitato, dopo aver cucinato, di sentire i capelli che sanno di cibo? L’industria dei profumi è basata proprio su questo principio.

Come fare per togliere gli odori o evitare che si formino?

Utilizzando il purificatore dell’aria G440 Air possiamo risolvere il problema o evitare che si formi.
Quando l’odore sgradevole è già presente, è sufficiente collocare G440 Air nella stanza e attivare la funzione “lavaggio dell’aria” per circa 15 minuti in una stanza delle dimensioni di circa 20 metri quadrati.

Se invece, dobbiamo cucinare qualcosa che fa odore, accendiamo contemporaneamente G440 Air, pulisce l’aria da tutte le particelle, polvere e molecole di cibo comprese.

Contattaci per maggiori informazioni!

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