Category : Inquinamento Indoor

Detersivi e profumi, l’inquinamento tra le mura domestiche

Far areare gli ambienti, preferire detersivi naturali ai solventi chimici, avere cura di lavare periodicamente le tappezzerie. Sono queste alcune delle regole messe a punto dall’Istituto superiore di sanità che in un vademecum ha raccolto i consigli utili a diminuire quanto più possibile l’aria inquinata tra le quattro mura, che siano domestiche, del luogo di lavoro, di scuole o di ospedali. Nel 2010 l’ Istituto Superiore di Sanità ha istituito il Gruppo di Studio Nazionale sull’Inquinamento Indoor. Il team è nato proprio per fornire un supporto all’Italia nell’adeguamento agli standard comunitari.Fabric softener background

Le regole d’oro

La regola numero uno, probabilmente, la conoscono tutti, ma non sempre ci si ricorda di applicarla: aprire le finestre, più volte durante la giornata, per favorire il ricambio d’aria. Regola numero due: ricordarsi che il profumo non è indicatore di pulizia. Il pulito non ha odore. È meglio non eccedere con l’uso di diffusori di profumi, incensi o candele profumate.

Per la pulizia profonda è bene utilizzare prodotti semplici come l’aceto o il bicarbonato di sodio. Ovviamente, prima di utilizzare qualsiasi tipo di detersivo bisogna sempre leggere le etichette, i consigli del produttore non vanno mai sottovalutati, perché anche pulire la casa può significare inquinare. E pericoloso, infatti, miscelare i detersivi, soprattutto quelli che contengono ammoniaca o candeggina con le sostanze acide come gli anticalcare. Le esalazioni che ne derivano possono danneggiare davvero la salute.

Sembrerà banale dirlo ma in casa non bisogna fumare, le sostanze chimiche rilasciate dal fumo di sigaretta non sono nocive e inquinanti soltanto mentre si fuma, ma restano sulle pareti, sugli arredi e sulle tende per lunghi periodi.

Le buone abitudini

Più in generale sono quattro le buone abitudini che tutti dovrebbero avere: far prendere aria gli abiti ritirati dalla lavanderia prima di riporli negli armadi, lavare con regolarità tende e tappezzerie, evitare che la temperatura e l’umidità siano troppo alte causando formazione di muffe e acari, pulire con cadenza i filtri dei condizionatori. Infine, ci sono delle situazioni, che pur non essendo frequenti, aumentano le possibilità dell’inquinamento indoor.

Quando in casa ci sono dei mobili nuovi, di esempio, è consigliabile cambiare con maggiore frequenza l’aria perché questi arredi possono lasciare sostanze inquinanti per lungo tempo. In presenza di animali domestici conviene spolverare più spesso sia i mobili che i pavimenti, cambiando frequentemente l’aria negli ambienti. In caso di ristrutturazione, il Gruppo di Studio Nazionale sull’Inquinamento indoor ricorda di scegliere quei materiali che possano essere il meno nocivi possibili per la salute.

Se si sceglie il fai da te sarà meglio svolgere le proprie attività in un ambiente esterno e, se proprio non è possibile, lasciare le finestre aperte per lungo tempo. In caso di utilizzo di insetticidi, il cui uso dovrebbe essere strettamente limitato, ricordare sempre la regola numero uno: cambiare frequentemente l’aria.

di Valentina Corvino

Il sistema brevettato e certificato Gioel ti consente sia di cambiare l’aria di casa tua quando vuoi, sia di fare le pulizie domestiche in modo totalmente green, grazie all’utilizzo della sola acqua del rubinetto.

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Se dopo l’influenza il virus si nasconde nel divano…

Le festività natalizie sono l’occasione di ritrovo più importante tra amici e familiari; non è un caso, quindi, che l’influenza abbia avuto il suo picco proprio durante questo periodo.influenza

La casa, infatti, si trasforma in un covo di germi e batteri che, continuando a circolare tra le mura domestiche, sono un potenziale agente infettivo per chi ci vive e per chiunque ci faccia visita.

Per ridurre al minimo le possibilità di ammalarsi è necessaria, dunque, una pulizia più accurata, una sorta di disinfezione casalinga al fine di aiutarci a liberare le stanze dal rischio di contagio.

La prima cosa da fare (e da ripetere giornalmente) è “ripulire l’aria”.

Grazie al sistema brevettato e certificato Gioel non sarà più indispensabile né spalancare le finestre, né far spostare un eventuale malato per non fargli prendere freddo.

Le certificazioni dell’Università di Modena e Reggio Emilia hanno dimostrato l’assoluta efficacia di Gioel nell’eliminare le polveri in sospensione nell’aria, i virus (tra cui l’H1N1) presenti in ambienti pubblici e domestici, nonché le varie forme di inquinamento presenti (chimico, batteriologico e microbico).

Quando si starnutisce o si tossisce, i batteri migrano appoggiandosi sulle superfici dei mobili e sui pavimenti; divani, poltrone e materassi “assorbono” facilmente tutto ciò che circola nella stanza.

Cosa usare, quindi, per eliminare efficacemente acari, batteri, virus .. da ogni superficie di casa nostra ed evitare il rischio contagio?

Il sistema G441 che vi permetterà di lavare giornalmente l’aria dell’ambiente domestico ed, inoltre, grazie alla sua potenza vapore vi consentirà di igienizzare qualsiasi superficie di casa eliminando, quindi, sporco, batteri e residui.

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Allergie in gravidanza: sintomi, rischi e rimedi

Durante la gravidanza molte donne soffrono di allergia. Si tratta di un problema, non solo perché il corpo durante i nove mesi diventa più sensibile, ma anche perché, se non in casi estremi, non si può ricorrere ai medicinali per preservare la salute del bambino. Per prima cosa è importante introdurre molti liquidi, bevendo acqua e tisane, assumendo alimenti ricchi di vitamina C e B, facendo frequenti lavaggi nasali per eliminare la carica batterica e ricorrendo ad omeopatici che rafforzano il sistema immunitario, come Allium cela e Ribes Nigrum.allergie-gravidanza2

Le cause delle allergie in gravidanza

Ad oggi gli studi riguardo le cause delle allergie in gravidanza non sono ancora giunte ad una spiegazione univoca, nonostante ciò sembra che queste patologie siano provocate dai mutamenti fisici ed ormonali che subisce il corpo durante la gestazione. Non solo: anche la depressione del sistema immunitario renderebbe le future mamme intolleranti nei confronti di sostanze che sino a poco tempo prima non provocavano nulla. Fra gli elementi più insidiosi troviamo il polline, la polvere, gli acari, il nichel, i metalli e varie sostanze chimiche. Non mancano nemmeno le allergie alimentari e quelle provocate dalle punture di insetti.

Sintomi delle allergie in gravidanza

Fra i sintomi principali delle allergie in gravidanza troviamo congestione nasale, prurito, lacrimazione eccessiva, bruciori, arrossamento degli occhi, tosse, eruzioni cutanee e stanchezza. Altri sintomi, anche se piuttosto rari, sono fastidi al livello intestinale e gastrico.

Come curare le allergie in gravidanza

Esistono diversi rimedi naturali e omeopatici che consentono di curare le allergie in gravidanza. Per le eruzioni cutanee si può ricorrere ad acqua e fiore di patata, mentre in caso di prurito è bene usare pasta di avocado. L’olio essenziale all’Eucalyptus globulus è ottimo per le vie aeree, da usare insieme alla Nux Vomica per le mucose secche. Prima di assumere qualsiasi rimedio comunque è opportuno consultare il proprio medico.

Anche la prevenzione ha un ruolo importante. Eritemi ed allergie cutanee si possono evitare utilizzando saponi, detersivi e prodotti di bellezza che non contengano additivi chimici. Contro l’orticaria invece sarebbe utile curare l’alimentazione, evitando cibi come la frutta esotica, le arachidi e le castagne. Le allergie delle vie aeree infine si possono prevenire arieggiando gli ambienti domestici e tenendoli puliti.

da DiLei

Con il sistema G441 possiamo rendere l’abitazione un luogo sicuro e protetto per una donna in gravidanza in quanto non si devono utilizzare  detergenti per le pulizie, ma solo l’acqua del rubinetto; il lavaggio dell’aria, inoltre, consente di respirare un’aria libera da polveri e allergeni.

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I rischi sottovalutati dell’inquinamento domestico

Nella polvere delle nostre case si accumulano elevati livelli di sostanze chimiche rilasciate da molti oggetti d’uso comune, dai cavi elettrici fino ai profumi. L’effetto sulla salute dell’esposizione a lungo termine a questi inquinanti non è ancora chiaro, ma sarebbe un grave errore sottovalutare i rischi.inquinamento domestico

La polvere delle nostre case e l’aria che respiriamo contengono una complessa miscela di sostanze chimiche. Alcune, come l’ossigeno, sostengono la vita. Altre sono inquinanti derivati da cose come i gas di scarico delle auto o piccoli rimasugli di prodotti per la casa. Due nuovi studi aggiungono dettagli molto interessanti sull’esatta diffusione di queste esposizioni tossiche.

Una nuova analisi, pubblicata su “Environmental Science & Technology”, ha ribadito che le sostanze chimiche contenute nei prodotti di consumo – tra cui ftalati, fenoli e ritardanti di fiamma – sono componenti onnipresenti della polvere domestica. Queste sostanze sono presenti a livelli così elevati che i ricercatori dicono che è probabile che ne inaliamo e ingeriamo accidentalmente tutti i giorni piccole quantità, anche se non sappiamo ancora se questo livello di esposizione è sufficiente a farci male. Queste esposizioni si verificano dopo che i prodotti chimici si “sfaldano” dagli oggetti, per esempio dai materiali da costruzione, dai cavi elettrici o dai profumi, dice Ami Zota, docente di salute ambientale e occupazionale alla George Washington University e coautrice dello studio.

Per comprendere meglio la portata di queste esposizioni lei e i suoi colleghi hanno esaminato i risultati di 26 studi peer-reviewed e una raccolta di dati, non pubblicati, ottenuta da campioni di polvere raccolti in 14 stati. I campioni provenivano da ambienti urbani, suburbani e rurali, e sono stati prelevati  all’interno di case e di altri luoghi come scuole e posti di lavoro. Le 10 sostanze chimiche più comuni sono state trovate in oltre il 90 per cento dei campioni, il che suggerisce che provengano da oggetti presenti nella maggior parte delle abitazioni e degli spazi comuni.

In questa analisi la sostanza chimica più abbondante è risultata il di-2-etilesilftalato (DEHP), uno ftalato che viene usato nelle plastiche flessibili, nei cosmetici e in altri prodotti per la cura personale. Nei topi e nei ratti, l’ingestione di alte dosi di DEHP interferisce con lo sviluppo del sistema riproduttivo maschile ed è collegato al cancro del fegato. Quando i ricercatori hanno classificato le sostanze chimiche a seconda della probabilità di ingestione da parte di bambini in età prescolare, in cima alla lista è risultato il ritardante di fiamma TCEP (tris(2-carbossietil)fosfina). Nei topi, il TCEP è stato collegato al cancro e a danni cerebrali, ma come molti dei prodotti chimici per la casa non sappiamo se possa essere pericoloso per l’uomo.

Un importante limite dello studio è che ha preso in considerazione solo i tipi e le quantità di sostanze chimiche presenti nella polvere, ma non la salute delle persone che hanno trascorso del tempo nei luoghi in cui sono stati raccolti i campioni. Di molte sostanze chimiche, dice Zota,  non sappiamo ancora quali siano i livelli che dovrebbero essere considerati pericolosi in caso di esposizione a lungo termine. E non sappiamo se la combinazione di alcune di quelle sostanze chimiche sia più nociva rispetto alle sostanze considerate singolarmente.

Tracey Woodruff, che non è stata coinvolta nella nuova analisi, definisce il lavoro un “grande contributo” allo studio delle sostanze chimiche nella polvere domestica. Direttrice del Programma sulla salute riproduttiva e dell’ambiente all’Università della California a San Francisco, è stata ricercatrice senior e analista di politica ambientale presso l’Agenzia per la protezione dell’ambiente (EPA) degli Stati Uniti. “La polvere è là fuori. Sappiamo che i prodotti chimici sono nella polvere “, dice. “Ora abbiamo un quadro più preciso di quali sono e di quello che stiamo ingerendo, e questo è veramente importante per valutare i rischi”. Un secondo studio solleva nuove questioni sull’esposizione all’aria esterna. Il lavoro, pubblicato sui “Proceedings of National Academy of Sciences” il 6 settembre, suggerisce che le nanoparticelle di magnetite, tipicamente presenti nell’aria, possono viaggiare nel corpo umano ben più di quanto si credesse, e addirittura penetrare nel tessuto cerebrale. Queste particelle di inquinanti atmosferici sono state correlate alle malattie respiratorie da molto tempo, dice Woodruff, ma il legame con la salute del cervello “si sta appena iniziando a valutare”. I ricercatori hanno esaminato 37 campioni di tessuto cerebrale di persone che hanno vissuto a Manchester e a Città del Messico, usando un sensibilissimo magnete per confermare la presenza delle particelle magnetiche nel cervello e cercarle quindi con un microscopio elettronico a trasmissione. Anche se il nostro corpo produce una piccola quantità di magnetite – un minerale composto da ferro e ossigeno – le caratteristiche delle particelle di magnetite individuate dai ricercatori nei campioni di cervello suggeriscono che non provengano dal corpo. Tipicamente, queste particelle appaiono al microscopio elettronico con una forma simile a un cristallo. Ma Barbara Maher – che studia i minerali magnetici presenti nell’ambiente all’Università di Lancaster – e il suo team, hanno scoperto che la maggior parte di quelle nei campioni di cervello erano in realtà tondeggianti e soffici.

Questa forma, insieme ad altri indizi come la dimensione delle particelle e la presenza di altri metalli, suggerisce che siano state prodotte a temperature elevate, probabilmente nei motori dei veicoli. “In sostanza sono gocce di metallo fuso”, spiega Maher. “Se si raffreddano abbastanza rapidamente, conservano la forma sferica.”

Le particelle sono abbastanza piccole da poter entrare nel cervello attraverso il naso e il nervo olfattivo. Nessuno ha ancora dimostrato che la magnetite contribuisca al morbo di Alzheimer o a qualsiasi altra malattia – la magnetite è già stata rilevata nel cervello di alcuni pazienti con Alzheimer – ma si sa che il minerale crea radicali liberi che a loro volta possono danneggiare le cellule. Di conseguenza, Maher ritiene che sia “altamente improbabile” che la presenza delle particelle nel cervello sia innocua. “I livelli di magnetite trovati nel cervello da questo studio sono molto più elevati di quelli rilevati in altri”, spiega Jon Dobson, che studia le nanoparticelle magnetiche in biomedicina all’Università della Florida e non è stato coinvolto nella ricerca. E’ possibile che quei livelli elevati siano dovuti a una contaminazione accidentale in laboratorio, nonostante le attente procedure per evitarlo, dice Dobson. Ma se i livelli elevati sono dovuti semplicemente all’esposizione dei pazienti ad alti livelli di inquinamento, studi futuri con gruppi di controllo provenienti da aree meno inquinate potrebbero confermare i risultati.

Rimuovere dal nostro ambiente nanoparticelle e sostanze chimiche dei prodotti di consumo è un compito imponente, che richiederebbe importanti cambiamenti nella loro gestione, per esempio vietando le sostanze chimiche più tossiche nei prodotti. Nel frattempo, però, sia Zota e Woodruff notano che lavarsi le mani prima di mangiare può ridurre significativamente l’apporto accidentale dei prodotti chimici presenti nella in polvere. E consigliano anche di usare un aspirapolvere dotato di un filtro antiparticolato ad alta efficienza (HEPA), progettato proprio per rimuovere le particelle molto fini.

Maher sottolinea anche che camminare evitando le strade trafficate può contribuire a ridurre la quantità di gas di scarico che si respira. Così come camminare sul lato a valle della strada, piuttosto che quello a monte, dove i conducenti bruciano più combustibile mentre accelerano. “Qualsiasi distanza che si può interporre tra sè e la fonte delle particelle è una buona cosa.”

di Beth Skwarecki da Scientific American

Scegli l’aria che respiri, scegli Gioel

Profumi per ambienti: alleato o pericolo per la nostra salute?

Mantenere la casa sempre pulita, in ordine e profumata: in quanti sognano di raggiungere questo obiettivo impossibile?
Purtroppo, sono sempre di meno le persone che riescono a dedicare il tempo necessario alla cura dell´ambiente domestico e, spesso, per salvare le apparenze e cercare di mantenere un ambiente il più possibile confortevole è necessario ricorrere a piccoli escamotage, come i sempre più diffusi profumatori per ambienti interni.Flower-scented room sprays and flowers from inside - 2

Diffusori, spray ed erogatori automatici di profumi si sono diffusi molto rapidamente nelle nostre case, ma dietro i nomi evocativi ed esotici scelti per le varie essenze, spesso si nascondono prodotti tutt´altro che naturali e, in alcuni casi, addirittura pericolosi per la nostra salute.

Lo studio

È un recente studio condotto da Altroconsumo, storica associazione nata per la tutela dei diritti dei consumatori, a puntare il dito contro i prodotti utilizzati per la profumazione degli ambienti domestici.
In un test condotto dall´associazione, è stata valutata la qualità dell´aria all´interno di una camera stagna dopo l´utilizzo dei più comuni prodotti in vendita nei supermercati utilizzati per deodorare gli ambienti. Gli esiti dell´indagine sono stati a dir poco preoccupanti: stando ai risultati, la maggior parte dei profumatori rilascerebbero nell´aria sostanze irritanti per gli occhi e per le mucose, come l´acetaldeide, e soprattutto numerosi allergeni, ovvero composti capaci di dar luogo a reazioni di ipersensibilizzazione, come limonene e linalool, molecole aromatizzanti un tempo molto impiegate dall´industria cosmetica e oggi sempre meno diffuse, proprio per via della loro scarsa tollerabilità.

L´uso continuativo dei deodoranti per ambienti sembrerebbe dunque essere potenzialmente dannoso per la salute, soprattutto nei soggetti predisposti, come bambini, anziani, donne in gravidanza e persone affette da asma o altre patologie respiratorie croniche.
In più, sempre stando all´indagine di Altroconsumo, alcuni di questi prodotti libererebbero nell´aria composti cancerogeni, come il benzene e la formaldeide.

Il problema del cosiddetto inquinamento indoor, ovvero della forma di inquinamento alla quale si è sottoposti tra le mura domestiche è in continua ascesa: le sostanze sprigionate dai detersivi e dai prodotti utilizzati per la pulizia della casa, da mobilio e tappezzeria e anche da attività in apparenza innocue, come la cottura degli alimenti, contribuiscono a rendere l´atmosfera domestica tutt´altro che salubre, perché all´interno di ambienti di ridotte dimensioni e scarsamente arieggiati questi composti possono raggiungere rapidamente le concentrazioni limite.

Fortunatamente, esistono molte soluzioni, semplici ed economiche, che ci consentono di mantenere sempre fresca e piacevole l´aria respirata tra le mura di casa, anche senza fare ricorso a deodoranti e profumi chimici.
Il primo e più semplice dei consigli è quello di far cambiare frequentemente l´aria nelle stanze: è sufficiente tenere aperte le finestre per 5-10 minuti per rinfrescare qualunque ambiente, eliminando sia i cattivi odori che molte delle sostanze nocive che si accumulano con il trascorrere delle ore.

da TrapaniOK.it

Ma ciò che vi può veramemente aiutare a mantenere un ambiente salubre e confortevole è il sistema brevettato e certificato Gioel

E se volete profumare le singole stanze, si può ricorrere a sistemi totalmente naturali, come la Gioelinda o le Naturelle Gioel.

L’aria che respiriamo è una nostra scelta!

Ci pensiamo sempre poco, o per nulla, ma il benessere del nostro corpo passa dai nostri polmoni!Couple doing yoga exercises on the beach

Sempre più spesso il mondo dei media, amici o conoscenti ci propongono modelli di dieta salutistici per migliorare il nostro benessere psicofisico.

In pochi si fermano a riflettere sul fatto che c’è un’attività che non smettiamo mai di fare e che condiziona la nostra vita prima di qualsiasi altra attività.

Possiamo stare qualche ora senza bere e qualche giorno (forse) senza mangiare, ma non possiamo resistere che pochi secondi senza respirare! E quando respiriamo aria viziata, aria “pesante”, cerchiamo istintivamente di cambiare aria, spesso limitandoci ad aprire le finestre.

Con GIOEL possiamo invece scegliere il giusto menù per il nostro respiro: aria pulita e con la fragranza giusta per ogni momento, per allietare la nostra giornata o per rendere più frizzante un incontro tra amici. A noi la scelta, una scelta che molti non sanno di poter fare. Passaparola!

Per maggiori informazioni contattaci.

PS: scopri la fragranza che fa per te tra le nostre proposte 

In casa e in ufficio l’aria ci fa ammalare. Mobili e detersivi nemici insospettabili

Famiglia

Secondo l’Oms l’inquinamento nei luoghi chiusi è la principale causa di morte legata a fattori ambientali. E fa calare la produttività di chi lavora o studia.

A bbiamo passato l’inverno a fare la danza della pioggia fino a quando i livelli di Pm10 non sono rientrati sotto la soglia di allarme, ci sacrifichiamo tra targhe alterne e domeniche a piedi, sopportiamo balzelli di ogni tipo pur di avere meno automobili in circolazione. Adesso che è sbocciata la primavera il nemico numero uno sono diventati i pollini.

E se nel frattempo ci siamo convinti a girare in bicicletta, teniamo a portata di mano una mascherina antismog perché non si sa mai… Comportamenti comuni in una società che ha messo al centro dei nostri pensieri l’attenzione per l’ambiente e per l’aria che respiriamo. Eppure, presi a osservare quell’atmosfera bigia fuori dalla finestra, spesso non ci accorgiamo che le minacce maggiori per la salute si nascondono alle nostre spalle, molto più subdole e insidiose di una circonvallazione in città nell’ora di punta. Lo dicono i medici, cartelle cliniche alla mano, supportati da studi scientifici e dati statistici. Tanto che si è arrivati a codificare una Sick building syndrome, «sindrome da edificio malato». Altro che nido e rifugio sicuro, l’inquinamento più temibile è quello domestico, per cui l’aria tra le quattro mura può essere fino a 40 volte più insalubre di quella esterna. Dove agiscono «killer» silenziosi e sotto copertura, protetti da un indirizzo davvero insospettabile. Quello di casa nostra.

EMERGENZA GLOBALE

Il fenomeno dell’«indoor pollution» ha numeri da brivido: secondo l’Organizzazione mondiale della sanità a livello globale è la principale causa di morte legata a cause ambientali, con quasi 4 milioni di decessi ogni anno. In Europa, è responsabile di circa il 5% delle morti per tutte le cause tra i bambini da 0 a 4 anni, che insieme agli anziani e ai malati cronici sono i più esposti. Nel nostro Paese la prima valutazione dell’impatto sulla salute e sulla spesa sanitaria pubblica è stata fatta dalla Commissione Indoor, organismo ministeriale composto da ingegneri, architetti, medici del lavoro, allergologi ed epidemiologi, e risale al 2001. L’indagine ha tenuto conto degli effetti diretti e ha fatto luce solo sugli inquinanti che causano effetti più gravi e per i quali, all’epoca, esistevano evidenze concrete. Il conto complessivo annuo è stato stimato tra i 152 e i 234 milioni di euro. Ma, avverte il ministero della Salute, «il danno economico e sociale è più elevato, visto che non sono stati tenuti in considerazione i costi indiretti» come il calo della produttività sul posto di lavoro e nelle scuole.
Nell’ultimo rapporto dell’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (Ispra) troviamo altri dati interessanti. In Italia, come negli altri Paesi industrializzati, la popolazione trascorre in media l’80-90% della giornata in ambienti chiusi, in primo luogo le abitazioni e i luoghi di lavoro, senza dimenticare alberghi e mezzi di trasporto. Incrociando i risultati degli esperimenti svolti in una ventina di città si scoprono valori di concentrazione di inquinanti indoor ben al di sopra delle soglie tollerate dall’Oms. Alcuni esempi: la formaldeide, un composto presente nei mobili e in svariati materiali edili, con valore massimo cinque volte superiore al valore guida; il benzene, idrocarburo aromatico presente nei derivati del carbone e del petrolio, valore massimo riscontrato dieci volte oltre il limite indicato dalla legge addirittura per l’aria esterna e tre volte maggiore rispetto alla concentrazione associata al rischio per la vita; non va meglio nel caso del particolato, le polveri sottili, la cui concentrazione massima rilevata in ambienti chiusi corrisponde rispettivamente a 8 e 20 volte i limiti giornaliero e annuale outdoor.

SIAMO CIRCONDATI

In cima alla lista nera dei veleni a domicilio c’è il fumo di tabacco, nonostante i tanti passi avanti fatti in decenni di campagne di sensibilizzazione. «Smettere di fumare è il punto di partenza. Poi bisogna fare attenzione a come si cuoce il cibo e alle fonti di riscaldamento», ricorda Maria Triassi, direttrice del Dipartimento di Sanità pubblica del Policlinico Federico II di Napoli. Sul banco degli imputati finiscono pure i prodotti per la pulizia della casa, quindi colle, adesivi, solventi, profuma-ambienti, incensi, insetticidi e antiparassitari. L’elenco è affollato quanto gli scaffali dei prodotti disponibili sul mercato. «Perciò raccomandiamo un uso parsimonioso di detergenti e detersivi aggressivi, che possono causare disturbi respiratori o allergie dovuti alle sostanze chimiche che rilasciano nell’aria, e di privilegiare rimedi naturali», spiega. Tuttavia non si tratta solo di badare a ciò che compriamo e che ci portiamo in casa, magari non leggendo affatto etichette e avvisi sulla tossicità delle sostanze. Spesso le fonti di inquinamento si trovano negli elementi strutturali (soffitti, pareti, pavimenti) e nei materiali di costruzione (vernici, rifiniture). «L’arredamento gioca un ruolo fondamentale, pensiamo a mobili, rivestimenti, moquette, carte da parati, tappezzeria e tessili. Altro aspetto da non sottovalutare è la manutenzione dei condizionatori d’aria, tra i principali responsabili dell’inquinamento microbico. Fino al caso limite della legionella, un pericoloso batterio che si annida nelle acque di raffreddamento se non si fa una costante pulizia dei filtri». In generale, quindi, «per ristabilire un microclima accettabile è consigliabile aprire le finestre e aerare le stanze anche per pochi minuti al giorno, più volte al giorno», suggerisce Triassi.
Altre minacce per la salute vengono dagli acari della polvere, dalle muffe o dagli allergeni legati alla presenza di animali domestici. Come un capitolo a parte – e particolarmente controverso, se si guarda al dibattito sulle conseguenze dell’esposizione ai campi elettromagnetici – meritano gli elettrodomestici e quegli strumenti hi-tech (pc, telefoni cellulari, tablet, tv, impianti wi-fi) presenti praticamente in qualsiasi casa, in ogni stanza, nonché negli ambienti di lavoro (insieme a stampanti e fotocopiatrici). Insomma, il cocktail delle sostanze con cui entriamo in contatto quotidianamente può rivelarsi micidiale.

MINACCE DAL SOTTOSUOLO

Siamo allora destinati ad ammalarci comodamente seduti sul divano in salotto? «Niente panico o inutili allarmismi, per carità. Serve solo maggiore consapevolezza del problema», risponde Armando Santoro, direttore del Cancer Center all’Humanitas di Milano. Limitare i danni è possibile e per migliorare la qualità dell’aria domestica non è necessario rinnegare il progresso o ritirarsi in una caverna. «Dobbiamo abituarci a ragionare in un’ottica di prevenzione che parte dallo stile di vita, da un’alimentazione sana al rifiuto della sedentarietà. Dal mio osservatorio di oncologo – prosegue Santoro – noto che tra le sostanze tossicologiche su cui si concentra l’attenzione (e la preoccupazione) crescente dei pazienti c’è senza dubbio il radon, che nell’immaginario comune sta cominciando a prendere il posto dell’amianto». Si tratta di un gas radioattivo di origine naturale presente nel sottosuolo, pericoloso per la salute perché inodore e incolore, e si ritiene possa rappresentare un concreto rischio per le abitazioni almeno fino al terzo piano di altezza. Si stima che nel nostro Paese circa il 10% di tutti i tumori polmonari siano attribuibili al radon 222, in un numero compreso tra 1.500 e 6.000 nuovi casi l’anno. «L’Italia non ha ancora una legislazione specifica, come del resto molti altri Paesi europei – ragiona Santoro -. Bisognerebbe realizzare una mappatura omogenea del rischio, alcune Regioni sono più avanti rispetto ad altre. Nel nostro piccolo, possiamo adottare misure quasi banali e di buon senso: aerare spesso i locali, e poi intervenire dalle fondamenta della casa ad esempio con canali di ventilazione e pavimenti impermeabilizzati. O attrezzarsi sin dall’inizio in caso di nuove costruzioni».

CAPIRE L’ARIA CHE TIRA

Per tornare a sentirsi sicuri a casa propria la prima arma è l’informazione. Rita Dalla Rosa, giornalista esperta di consumi e che ha dedicato all’argomento un libro dal titolo eloquente, Casa tossica (Terre di mezzo Editore), non ha dubbi: «Se siamo abbastanza consapevoli della qualità dell’aria tra quattro mura? La risposta è no». E aggiunge: «Indaffaratissimi a verificare sulle etichette di ogni alimento tracciabilità, ingredienti e additivi prima di metterlo nel carrello, pochi di noi fanno la stessa cosa se devono acquistare un tavolo, la moquette o una lampada. Mentre sarebbe opportuno approfondire le caratteristiche tecniche anche di questi prodotti». Con un doppio «ritorno» dell’investimento di tempo e denaro. Per se stessi, perché «l’adozione di comportamenti più idonei per l’uso in tutta sicurezza di un oggetto o di una sostanza – osserva Dalla Rosa -, ci preserva da guai che potrebbero a volte dimostrarsi seri». E per l’intera collettività, poiché «le nostre scelte d’acquisto saranno in grado di imporre alle aziende produttrici comportamenti sempre più virtuosi». Così scacceremmo la tentazione di chiamare i Nas ogni volta che varchiamo la soglia di casa.

di Giacomo Susca

Gioel contribuisce a togliere l’inquinamento dal nostro ambiente. Richiedi informazioni

E’ ora di cambiare aria… anche se fuori fa freddo!

Tosse, raffreddore e influenza costringono milioni di italiani a letto e l’unico modo per evitare che il contagio si diffonda a macchia d’olio in famiglia o al lavoro, è quello di evitare gli ambienti chiusi dove l’aria è appestata da chi non è ancora del tutto guarito. Ma non sempre si può!

è ora di cambiare aria ... anche se fuori fa freddoE certo non possiamo nemmeno spalancare le finestre ogni mezz’ora per cambiare aria e gelare per il freddo. E allora? Allora GIOEL!

Accendi la tua Gioel Air, basteranno pochi minuti e qualche goccia di Gioelinda per igienizzare e sanificare veramente l’aria di casa e anche quella dell’ufficio.

Spesso l’aria che c’è fuori è anche più inquinata e malsana, Gioel filtra e ripulisce l’aria e ti fa tornare a respirare a pieni polmoni!

E anche chi è ancora ammalato respirerà meglio e probabilmente guarirà prima!

 Per informazioni contattaci!

Inquinamento in casa: spesso peggio di quello esterno

L’inquinamento dell’aria di casa, o indoor, può essere maggiore e peggiore per la salute che non quello esterno. Sotto la lente dell’ISS lo studio dei principali agenti contaminanti presenti in case, uffici e altri luoghi chiusi.air indoor pollution

Si parla sempre più spesso di inquinamento dell’aria. Non a caso sono molti i Comuni a ricorrere alle giornate senza auto o a limitarne l’accesso in certe aree delle città, o ancora far pagare il transito: sono tutte iniziative che, nelle intenzioni dichiarate, dovrebbero ridurre le emissioni dei gas di scarico. Le emissioni stesse – come quelle di CO2 e per i cosiddetti gas serra – sono da diversi anni oggetto di discussioni tra i Paesi aderenti all’accordo di riduzione.
Bene, di tutto questo se ne parla, se ne parla… ma, all’atto pratico, non si è ancora fatto alcunché di davvero definitivo. Qualcosa di cui invece si parla poco è l’inquinamento indoor, ossia dentro i locali chiusi come case, uffici e così via.

Diversi studi scientifici hanno mostrato come le sostanze – volatili o meno – presenti tra le mura domestiche siano una fonte di inquinanti, spesso assai pericolosi per la salute di chi ci abita o vi soggiorna. Si parla di colle, solventi, formaldeide, particelle e pulviscoli vari, fumo, acidi… ma anche elettromagnetismo da elettrodomestici, computer e onde radio da Wi-Fi, telefonia mobile e altri ancora. In sostanza, un bel quadretto.
Tutti questi, o meglio i principali agenti inquinanti sono stati posti sotto la lente dell’Istituto Superiore di Sanità (ISS), con l’intenzione di fornire un quadro di riferimento nazionale sull’inquinamento indoor, pianificare metodologie per rilevare i principali inquinanti e adeguare l’Italia agli standard comunitari sull’esposizione della popolazione ad agenti chimici e biologici all’interno degli ambienti.
La ricerca è stata condotta dal Gruppo di Studio Nazionale “Inquinamento indoor” dell’ISS, che ha fatto il punto della situazione durante il workshop che si è tenuto ieri, 28 maggio, dal titolo “La qualità dell’aria indoor: attuale situazione nazionale e comunitaria”. I dati presentati sono il risultato di diversi anni di ricerca da parte del Gruppo di Studio, che ha sempre lavorato per accrescere le conoscenze scientifiche per la messa a punto di strategie di controllo degli ambienti di vita.

Il Gruppo si è in particolare occupato di sviluppare strategie di monitoraggio dei composti organici volatili presenti negli ambienti indoor e nei confronti dell’inquinamento di origine biologica dell’aria. Oltre a questo, il Gruppo ha svolto un’analisi critica delle attuali conoscenze sulla presenza di CO2 e H2S in ambienti chiusi residenziali.
Un compito importante è anche quello dell’adeguamento normativo dell’Italia agli standard europei, cosa che ha comportato un grande lavoro per il Gruppo che, in tempi più recenti, ha iniziato a valutare strategie di monitoraggio del materiale particellare e della sua caratterizzazione chimica, di fibre e amianto, dei processi di combustione in ambienti di vita. Inoltre, sta studiando l’influenza dei parametri microclimatici sull’inquinamento indoor.

In Italia, fa sapere L’ISS, al momento non esiste una normativa di riferimento per gli ambienti indoor. Le maggiori informazioni relative ad alcuni valori guida, o di riferimento da utilizzare per un primo confronto, sono soltanto quelle che possono essere reperite nella letteratura scientifica o nella normativa di altri Paesi europei, o quelli elaborati dall’OMS. Ecco perché è tempo di adeguare il quadro normativo italiano di riferimento con l’emanazione di specifiche linee guida nazionali. E’ dunque fondamentale poter ottenere indicazioni su tempi e procedure da utilizzare, limiti o standard da adottare, che possano costituire un punto di riferimento omogeneo per tutti gli operatori presenti sul territorio nazionale che si trovino chiamati a rispondere sul tema dell’inquinamento in ambienti di vita.
Nell’ultimo decennio, spiegano nel comunicato ISS, il tema della qualità dell’aria indoor ha avuto sempre più risonanza, sia per gli aspetti di natura economica (politiche di efficienza energetica) che per quelli di natura igienico-sanitaria. A esserne interessati sono, tra l’altro, scuole, uffici pubblici e privati, abitazioni, ambienti di vita collettiva, mezzi di trasporto pubblici e privati, ambienti di ristorazione, cinema, teatri, banche, biblioteche, piscine.

«E’ molto importante mantenere la periodicità di tali incontri – spiega Sergio Fuselli, Coordinatore del Gruppo di Studio, in sintonia con le attività scientifiche del Dipartimento Ambiente – con la comunità scientifica e operatori del settore sanitario al fine di mantenere l’attenzione sulla tematica fornendo strumenti di carattere tecnico-scientifici che possano contribuire ad adeguare il quadro normativo nazionale a quello di altri Paesi europei che da tempo hanno già introdotto le indicazioni elaborate dall’OMS sul tema».

Un modo per ridurre le sostanze inquinanti presenti nell’aria di case e uffici può essere quello di limitare l’uso di detergenti e detersivi chimici (e rivolgersi a qualcosa di più naturale), evitare l’uso di deodoranti chimici, ridurre o evitare l’uso di colle e vernici chimiche (soprattutto quelle con solventi), limitare l’uso di apparecchiature elettroniche ed elettriche, non fumare… Ma anche tenere d’occhio l’eventuale presenza di amianto, gas radon, ozono e altri gas come ossido di carbonio, ossido e biossido di azoto, anidride solforosa, anidride carbonica.

Gioel ha trovato la soluzione: lavare l’aria. Con il sistema Gioel è possibile purificare l’aria di casa nostra da polveri, batteri, virus e metalli pesanti usando solo acqua e l’alta tecnologia.

da LaStampa.it

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Influenza e malattie da raffreddamento: possiamo prevenirle e combatterle

Manca poco all’inizio dell’inverno, ma molte persone sono a letto a causa di influenza, raffreddore, congestioni di naso e gola. Insomma i malanni tipici del periodo invernale sono già all’ordine del giorno e i consigli per prevenirli o combatterli non sono mai troppi.influenza bambini

Sicuramente una sana alimentazione ci può aiutare nella prevenzione. Una dieta equilibrata ricca di frutta e verdura, fornisce al nostro corpo vitamine e sali minerali, che aiutano il nostro sistema immunitario a difenderci dai virus influenzali.
Bere te verde, uno dei più importanti antiossidanti che abbiamo in natura, ci fornisce una sostanza, Epigallocatechina Gallata, molto più efficace della vitamina C contro i radicali liberi, che stimola il nostro sistema immunitario.

Oltre all’attenzioni dedicata a ciò che introduciamo nel nostro corpo come alimenti è importante considerare anche l’aria che respiriamo e che introduciamo nei nostri polmoni per ossigenare tutto il corpo.
Molti virus e batteri sono aerotrasmessi e molte patologie come asma, allergie e infiammazioni delle vie respiratorie sono causate dall’aria insana che respiriamo negli spazi abitativi e negli ambienti di lavoro, dove trascorriamo gran parte del nostro tempo. E’ dunque importante anche lavare l’aria che respiriamo per prevenire e contrastare malattie e fastidiosi malesseri stagionali.

Con il sistema Gioel possiamo lavare l’aria di qualsiasi ambiente domestico o di lavoro, grazie all’innovativo sistema di filtraggio e al separatore molecolare che consente di purificare l’aria da polveri, virus e batteri utilizzando solamente l’acqua del rubinetto.
Per pulire l’aria bastano solamente  15 minuti per una stanza di medie dimensioni, con l’apposita funzione del sistema Gioel.

Per potenziare l’azione possiamo aggiungere all’acqua alcune gocce di essenza balsamica Eucalipto oppure di Gioellinda (svolge un’ azione “antisettica e igienizzante”), diffondendo un gradevole profumazione all’ambiente.

Per trascorrere bene la stagione invernale, con qualche accorgimento e un sistema innovativo come Gioel possiamo limitare i rischi di contagio di influenza e raffreddori.

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