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Gioel
Gioel S.p.A.MissionVisionStoriaIl GruppoLavoroSedePremi e riconoscimentiIn loving memoryImpegno nel sociale e nello sportIscrizione alla Newsletter
La storia
Elio Svaldi nasce a Bedollo di Piné (TN) il 28 marzo 1939. Svolge per molti anni il lavoro di impiegato comunale. Nel 1973 collabora part time con la moglie che inizia una nuova attività: vendita diretta di prodotti per la casa.
Mirella Casagranda nasce il 12 ottobre 1943. Inizia con grande coraggio a fare vendita diretta nel 1973, ottenendo immediatamente ottimi risultati. Cresce e si impone a livello europeo come una delle migliori venditrici. Il marito a sua volta matura le prime esperienze manageriali, che lo porteranno nel 1981 ad essere selezionato dall’azienda come funzionario commerciale.
Lascia il lavoro di impiegato pubblico e presto diventa direttore vendite, prima in Italia, poi in Europa. L’azienda fattura più di 60 miliardi di Lire all’anno nella sola Italia.
Nel 1995 Elio Svaldi lascia l’azienda per cui lavorava ed entra nella neo costituita Gioel, fondata da Alido Venturi un anno prima. Insieme a lui c’è il figlio Marcello Svaldi (1969) neo laureato in economia e commercio, con il quale avvia i lavori di distribuzione nel nord Italia. Con loro c’è la moglie Mirella e nel 1997 si aggiunge l’altro figlio, Paolo (1967), che nel frattempo ha concluso gli studi universitari con una laurea in ingegneria dei materiali, che presto sfrutterà nello sviluppo tecnico dei prodotti Gioel.
L’attività Gioel si avvia immediatamente verso una continua crescita che vede oggi Elio Svaldi ricoprire il ruolo di presidente del gruppo, Marcello Svaldi direttore generale e Paolo Svaldi direttore del settore Ricerca e Sviluppo.
Mirella Casagranda è ancora attivissima sia nell’attività commerciale, che nel supporto logistico in azienda.

Marcello Svaldi
Quando incontri una persona dopo tanto tempo e vedi quanto sono cresciuti i suoi figli, ti rendi conto che il tempo passa in fretta. Se penso a quando è nata Gioel ed all’evoluzione di questo meraviglioso progetto, mi sembra che sia passato pochissimo tempo.
Quando vedo qualche foto qua e la che Cristina mostra nelle riunioni o che è affissa sulle pareti dei Punto Gioel, allora mi rendo conto che un po’ di tempo è passato.
Qualche capigliatura è cambiata, qualche pancetta è cresciuta; sono cambiati gli uffici, sono cambiate molte persone, qualcuno ha un sorriso più radioso, qualcuno ha qualche figlio in più, qualcuno è tale e quale a 12 anni fa.
Sono davvero tanti i ricordi, ma in questo momento mi piace di più pensare al futuro.
Cosa ci aspetta nei prossimi anni ? I velocissimi cambiamenti in atto nel mondo in questi ultimi anni impongono una velocità supersonica anche a noi.
Per stare al passo col mercato e con i tempi dobbiamo innovare, osservare, studiare e tentare con velocità, coraggio e lungimiranza. Penso che non possiamo ragionare a 10 anni, ma con orizzonti più brevi: 3-5 anni.
I progetti devono prevedere specializzazioni sempre più forti, formazione, lavoro in team, grande programmazione, investimenti. Penso che i prossimi anni ci vedranno vincitori perché sapremo mettere a frutto i migliori talenti della nostra azienda, perché sapremo costruire team forti e coesi per programmare in squadra lo sviluppo dei territori.
Vedo squadre di giovani che lavorano insieme su obiettivi condivisi, vedo gli storici che mettono in comune le esperienze apprese, ma che si aggiornano per stare ai tempi con le ultime evoluzioni dl mercato; vedo obiettivi studiati, ponderati e ambiziosi che ci porteranno in zone nuove, con nuove persone e con nuove sfide; vedo un prodotto sempre più conosciuto e sempre più punto di riferimento, un prodotto obiettivo (“appena posso voglio la Gioel …”); vedo il mestiere del “venditore” come una professione sempre più qualificata, sempre più ricercata, sempre più punto di riferimento per il cliente; vedo una squadra di persone orgogliosa di appartenere a questa azienda, orgogliosa di averla portata in alto e di averla trasformata da azienda famigliare ad impresa multinazionale. Come sapremo riconoscere le esigenze del mercato, le evoluzioni del marketing, le sfide lanciate da internet e dalla globalizzazione?
Secondo me la risposta è nelle domande. Ovvero porsi le domande giuste. Per farlo occorrono poche regole, semplici ma efficaci, che ritengo siano anche alla base della professionalizzazione di ognuno di noi:
  • Essere curiosi. Chiedersi ciò che gli altri non si chiedono, non aver paura di porsi domande sciocche, perché non esistono domande stupide, ma esistono tutt’al più risposte stupide
  • Lavorare in team. Le domande che una persona si pone inducono altre domande nei compagni di squadra, che spesso la prima persona non si sarebbe posto da solo. La squadra è una ricchezza inestimabile
  • Programmare. Il nostro salto di qualità dipenderà da quante attività del famoso quadrante 2 occuperanno la nostra agenda. (Attività del QII = importanti ma non urgenti) Se non le facciamo subito non succede nulla di clamoroso, ma pagheremo domani. Sono le attività per crescere: programmazione, formazione, obiettivi, gestione del tempo.
  • Studiare. Se ognuno di noi legge un libro attinente alla propria attività ogni 2 settimane, avrà letto 24 libri in un anno, Questo farebbe si che in pochi anni potremmo possedere conoscenze maggiori del 90 % delle persone che compongono il nostro mercato. Ricordiamo che l’ospite del Daruma autunnale del 2006 Mario Marangoni, a oltre 70 anni di età, dedica almeno una decina di ore alla settimana alla propria formazione ed allo studio …
Che ruolo avrà Gioel nei prossimi anni?
Certamente da protagonista, in primo luogo perché possiede molti talenti . In secondo luogo perché si è sempre dimostrata una realtà aperta al cambiamento, alla sperimentazione; coraggiosa ed ambiziosa.
In terzo luogo perché ha spesso fatte sue le 4 regole appena citate.
Ritengo infine che i prossimi anni vedranno una sempre maggiore coesione tra di noi e quindi la Gioel del futuro la vedo guidata da persone che appartengono più all’azienda che all’organizzazione.
Talenti cresciuti in casa e che, in modo trasversale rispetto alle realtà territoriali, programmano progetti ambiziosi con un unico nome: Gioel.
In conclusione cara Gioel, hai già dodici anni, ma non li dimostri. Sei giovane e pimpante, sei bella ed attraente, sei preziosa ed ambiziosa. Sei stata protagonista e lo sarai sempre di più.
Marcello Svaldi

Paolo Svaldi
Durante questo decennio di iniziative e progetti ne sono stati fatti tantissimi, ma quello che ovviamente mi ha visto impegnato in prima persona assorbendomi tantissime energie è stata la realizzazione della nuova G400.
Gioel nel 1996 aveva lanciato sul mercato, G300, il primo sistema di pulizia integrato: aspirazione con filtro ad acqua e generatore di vapore.
Un prodotto del tutto innovativo sul mercato che da subito si è affermato come novità assoluta.
La filosofia era del tutto RIVOLUZIONARIA: pulire una casa, una qualsiasi superficie, un ambiente, un esercizio commerciale solo con ACQUA del rubinetto eliminando qualsiasi detergente o prodotto chimico e soprattutto con una capacità di pulizia e igienizzazione certificata, di impressionante efficacia.
I primi anni sono stati dedicati alla messa a punto ed evoluzione del prodotto G300: si è introdotta nel 1998 la ricarica continua, si sono sviluppati gli accessori, il carrellino Arkè, si sono perfezionate le varie parti.
Nel frattempo sul mercato iniziavano anche ad esserci prodotti concorrenti, comunque sempre tenuti a debita distanza per qualità, funzionalità e prestazioni. Pian piano nasceva l’esigenza di sviluppare un prodotto che migliorasse quello precedente. Le specifiche che la direzione aveva dato allo staff tecnico erano semplici ma alquanto ambiziose.
La nuova Gioel doveva:
• essere il prodotto più bello del mercato;
• filtrare di più;
• igienizzare meglio di tutti;
• essere il più pratico.
Il risultato è il prodotto che quotidianamente ci ritroviamo in mano per svolgere il nostro lavoro. Che sia bello non c’è alcun dubbio, è certificato dalla vincita del premio internazionale di Industrial Design: “RED DOT”.
Altrettanto la capacità di filtrare e igienizzare è certificata da Università e Istituti di Igienizzazione e Sanità autonomi e indipendenti con risultati veramente unici e di enorme importanza.
Riguardo alla praticità questa è testimoniata dal fatto di essere l’unico sistema che si divide, tutti i comandi sull’impugnatura, accessori innovativi come lo snodo, un brevetto internazionale depositato in tutto il mondo. Il giorno della presentazione, il 14 giugno presso l’hotel Hilton di Roma, è stato una giornata memorabile.
Ricordo ancora, come se fosse ieri, la forte attesa per questo giorno, il risultato eccezionale con cui siamo arrivati all’evento, l’emozione e la carica emotiva di quei momenti, le lacrime versate da tanti. Momenti che penso per chiunque sia stato presente serberà nel suo intimo per sempre.
Ben sapevamo che il difficile stava per arrivare da quel momento.
E infatti i giorni, le settimane e i mesi successivi sono stati molto difficili e impegnativi. La messa a punto di un prodotto così innovativo è stata complessa, tutto troppo nuovo e diverso per non comportare una serie di imprevisti. Man mano che si andava avanti però cresceva la consapevolezza che la strada intrapresa era quella giusta e oggi siamo arrivati finalmente ad avere un prodotto efficace, ben performante e soprattutto affidabile.
E poi G400 è certificato non solo per la capacità di igienizzazione e pulizia dell’aria ma anche con il marchio IMQ che ne assicura la sicurezza e conformità a tutte le normative internazionali.
Una scommessa vinta? Ancora assolutamente NO! Però la consapevolezza di avere fatto qualcosa di importante e di avere un prodotto tecnologico, potente e soprattutto estremamente attuale, questo sì.
Attuale perché ecologico, infatti elimina i prodotti chimici e grazie all’elettronica insita nel sistema ne ottimizza i consumi di corrente elettrica.
Attuale perché anticipa i tempi su direttive europee che usciranno in tema di inquinamento, ad esempio per adottare sistemi validi per ridurre al minimo gli effetti nocivi dei metalli pesanti nell’aria che respiriamo come cadmio, mercurio, nickel la cui inalazione prolungata può causare il cancro ai polmoni e altri effetti negativi per la salute umana (Rif. IP/03/1020).
Ci sarebbe tanto da scrivere e parlare relativamente a questi argomenti e mi riservo in un prossimo futuro di approfondire questi temi. Voglio concludere salutando e ancora una volta complimentandomi singolarmente con tutti VOI per quanto fatto in questi indimenticabili DIECI anni della nostra storia.
Ciao a tutti.
Paolo Svaldi



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